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Coronavirus:errori, contraddizioni, interessi personali, ambizioni, egoismi ed altro ancora

Coronavirus: errori, contraddizioni, interessi personali, ambizioni, egoismi ed altro ancora

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Dopo il discorso di mezzanotte del 22 marzo da parte del Premier Giuseppe Conte.
– IL TEMPO.IT scrive:
Ci siamo sentiti dire che eravamo il paese del mondo che aveva adottato le più tempestive
precauzioni. Poi che abbiamo adottato le misure “più rigorose” del mondo. E ancora che siamo “un
modello per il resto dei paesi occidentali”. E siamo stati tempestati di slogan sulla Lombardia che
ha “il migliore sistema sanitario”

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del mondo. Drammaticamente il solo primato mondiale che
abbiamo raggiunto è quello del numero di morti per coronavirus, avendo alcuni giorni fa superato
nei numeri assoluti la Cina, che ha 23 volte il numero degli abitanti dell’Italia. E con tutti questi
slogan da pavoni riecheggiati nelle varie settimane, siamo privi di mascherine (ci hanno detto che
non servivano, poi addirittura sono divenute obbligatorie per tenere aperti esercizi commerciali),
privi di qualsiasi sistema di protezione, privi di ascolto ai primi sintomi della malattia. Il sistema
sanitario della Lombardia è allo stremo, non si tengono in terapia intensiva persone deboli che con
permanenza prolungata in quello stato forse potrebbero farcela, le famiglie dei malati più gravi non
hanno notizie per giorni e quando qualcuno si fa sentire è solo per informarle del lutto. 

– LIBERO QUOTIDIANO.IT scrive:
Da destra a sinistra, tutti contro Giuseppe Conte e il suo discorso di mezzanotte. Su Twitter è
impressionante la raffica di commenti negativi da parte di giornalisti e opinionisti dopo il video-
messaggio via Facebook del premier, sabato sera alle 23.25, per annunciare la chiusura totale su
tutto il territorio delle attività produttive non essenziali. Una misura estrema per arginare il
coronavirus, presa consultando i sindacati e i governatori, ma non il Parlamento, che mette in
dubbio la tenuta della democrazia italiana sia pure in un momento di così grave emergenza.

ADNKRONOS.IT scrive:
Giorgia Meloni: Intollerabili i metodi di comunicazione da regime totalitario, utilizzati dal governo per l’emergenza coronavirus: dichiarazioni trasmesse in orari improbabili, con continui ritardi e attraverso la pagina personale di Giuseppe Conte su Facebook, come se in Italia non esistessero le Istituzioni, la
televisione di Stato e la stampa. Così Giorgia Meloni, in un post su Facebook, dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte:Tutto questo – accusa la leader di Fratelli d’Italia – non fa che peggiorare il  senso di insicurezza, ansia e incomprensione da parte di tutti noi.

Gli italiani non sanno quali attività saranno aperte e quali chiuse domani, perché nessuno ha visto uno straccio di decreto. Non sanno nemmeno se devono andare al lavoro oppure no, se devono alzare la serranda della propria azienda oppure no.Ma che metodi sono? Non se ne può più! Chiediamo chiarezza e serietà, conclude Meloni.

Per quanto sopra quello che si percepisce, a voler essere buoni e diplomatici, è una restrizione
totale dei confini democratici tipica di un regime totalitario che, in questo momento che stiamo
vivendo, mette in dubbio la tenuta della democrazia italiana sia pure in un momento di così grave
emergenza: il Parlamento è messo da parte e ad operare è una sola persona che ha deciso di adottare
una misura estrema per arginare il coronavirus, consultando, come dice, solamente i sindacati e i
governatori e non il PARLAMENTO ITALIANO.
In tutto questo caos , errori, contraddizioni, interessi personali, ambizioni, egoismi
ed altro ancora, auspico che quando se ne verrà fuori da tutto ciò, sperando che avvenga presto ,
la MAGISTRATURA farà venire a galla tutte le responsabilità e farà pagare il conto a tutti coloro
che, direttamente od indirettamente, con le loro improvvise condotte hanno causato la morte di
migliaia di vite umane e danni economici immensi al paese, e tutto questo sempre che le ricchezze
accumulate da ognuno dei possibili responsabili nel frattempo non finiscano nei noti paradisi
fiscali.
VERGOGNA….
F.P. da Roma

 

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