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Cronaca

Di sicurezza il Decreto sicurezza bis ha solo il nome

Di sicurezza il Decreto sicurezza bis ha solo il nome. In realtà questo provvedimento ha tra le righe l’obiettivo di impedire qualsiasi attività di ricerca e soccorso delle ong in mare.

A conferma di ciò, l’inaudita esclusione di Sea Watch dagli auditi alle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia.
Un vero e proprio atto di censura nei confronti di chi salva vite umane in mare, nonostante i recenti interventi della magistratura che, da un lato, non ha convalidato l’arresto della Capitana della Sea Watch e, dall’altro, ha affermato, attraverso le parole del Procuratore Capo di Agrigento, che da qualsiasi indagine “non è stato finora provato” che le #ONG abbiano fatto “preventivi accordi” con i trafficanti.

I flussi migratori non si fermano con i blocchi e con i decreti come questo, si regolano attraverso politiche, italiane ed europee, condivise e volte alla soluzione dei problemi.
I blocchi finora sono serviti solo a fermare le navi delle ONG e a creare un circo mediatico ai loro danni, ma non a fermare gli sbarchi, quelli sì, gestiti dai trafficanti e che continuano imperterriti come hanno dimostrato più di un filmato e più di un servizio giornalistico.

Continuare a credere che con i blocchi si risolva il problema dei migranti è come vedere il dito e non la luna; se si continua a credere che le ONG siano colluse o favoriscano l’immigrazione clandestina vuol dire essere autolesionisti, colpendo – nonostante le evidenze – una delle parti più belle e sane di questo paese.

Fonte

 

 

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