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Cronaca

Dietrofront: le monetine della fontana di Trevi restano alla Caritas

Doveva essere una Pasqua “amara” per la Caritas: dal 1° aprile le monete della Fontana di Trevi sarebbero andate al Comune di Roma. E invece no.

Sono tanti quelli che hanno tirato un sospiro di sollievo alla notizia che le monetine lanciate all’interno della celebre fontana romana sarebbero rimaste alla Caritas. Essendo stato infatti prorogato l’accordo con l’ente della CEI, gli spiccioli, che alla fine diventano milioni, non finiranno per ora nelle casse del Comune di Roma.

Il “tesoro” del monumento, voluto da papa Urbano VIII ma reso celebre nell’immaginario collettivo dal bagno di Anita Ekberg ne “La Dolce Vita”, è sempre stato destinato alla Caritas e alle opere di bene in favore di chi non ha nulla. Un milione e quattrocentomila euro circa all’anno, pari a circa 3.800 euro al giorno, tra yen, dollari, sterline, che sicuramente contribuiva a rendere meno amara l’esistenza di senzatetto, poveri ed emarginati che alla Caritas trovavano un pasto caldo e un riparo.

Infatti l’organismo pastorale della CEI, la Conferenza Episcopale Italiana, utilizzava questo introito per finanziare le attività che portava avanti sul territorio come: mense per i poveri, ostelli per i senzatetto, assistenza sanitaria e domiciliare per le fasce più deboli, raccolta e gestione di fondi e generi di prima necessità per famiglie in difficoltà e “l’emporio della solidarietà”.

Poi è arrivata la notizia, all’inizio scambiata per un pesce d’aprile: un provvedimento, dal giorno di Pasqua, avrebbe destinato il “tesoretto” al Comune di Roma per finanziare attività direttamente seguite dall’amministrazione capitolina. A decidere il cambio di destinatario delle monetine della Fontana di Trevi un memorandum firmato a ottobre 2017 dal vicesindaco capitolino, Luca Bergamo, e dall’assessore alla Comunità solidale e scuola, Laura Baldassarre. Il provvedimento, in realtà, avrebbe dovuto coinvolgere tutte le altre fontane monumentali della città: anche i proventi, finora impiegati per la manutenzione del patrimonio artistico cittadino, sarebbero finiti per alimentare i progetti di solidarietà del Campidoglio. 

Invece verranno gestite ancora dalla Caritas almeno fino alla fine del 2018, perché il provvedimento firmato da Bergamo e Baldassarre è stato sospeso. In questo modo la Giunta capitolina ha evitato una rottura “diplomatica” con la CEI. Toccherà a un pool di esperti studiare nuove destinazioni per gli spicci della Fontana di Trevi senza “rompere” con la Caritas. Sempre che tutto ciò sia possibile.

la dolce vita

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