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Cronaca Politica

Due anni fa il terremoto che devastò il Centro Italia, ricostruzione ultimata a tempo record

A due anni di distanza tutte le macerie rimosse, quasi completata la ricostruzione, “casette” al completo, norme chiare, semplici e uniformi per risarcimenti e urbanistica, economia locale in netta ripresa, espletate tutte le pratiche burocratiche

Quello che avete letto nel sommario è ciò che dovremmo scrivere se l’Italia fosse un Paese civile. Se onorasse i morti e aiutasse i vivi a ricostruire la propria esistenza, in quanto cittadini; se la politica non fosse rappresentata o indirizzata da gang e associazioni a delinquere, o, peggio dall’indifferenza di omuncoli che badano solo ai propri privilegi di parlamentari; se le gravissime responsabilità dei disastri non restassero impunite; se i potenti fossero uguali agli altri di fronte alla legge; se cessasse il vergognoso e sistematico “sacco” del denaro pubblico; se le norme non fossero un labirinto studiato ad arte per favorire lobbies, centri occulti di potere e, di nuovo, la politica con “mani in pasta” nelle imprese e nell’economia. 

conte

 

Invece la situazione reale nei 140 Comuni (la maggior parte delle Marche) inseriti nel cosiddetto “cratere del terremoto” è questa:

– il 50% delle macerie sono ancora da rimuovere;

manca il 15% del fabbisogno di “casette” (chiamate con freddezza burocratica “soluzioni abitative d’emergenza”, dove il concetto base è, appunto, emergenza) per ospitare i terremotati (per lo meno entro una settimana dal sisma avrebbero dovuto essere state allestite);

– ci sono 235 scuole ancora da ricostruire;

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– i cittadini coinvolti nel sisma devono presentare 22 documenti per una domanda di contributo o di risarcimento;

– un progetto di ricostruzione comporta almeno 6 mesi di adempimenti burocratici soltanto per la gara che deve individuare il progettista;

– manca del tutto una sintesi normativa delle 62 ordinanze per la ricostruzione emesse dai vari enti: amministratori e funzionari brancolano nel buio della burocrazia

– di conseguenza, la ricostruzione è appena, e in maniera sporadica, iniziata;

– soltanto da pochi giorni esiste la “madre di tutte le ordinanze”: quella che indica chi deve fare cosa. Dopo due anni;

l’economia dei territori colpiti (a parte qualche valoroso esempio di imprenditori che hanno ricominciato da zero senza alcun aiuto statale) è ferma.

Ci fermiamo qui, e aspettiamo al varco, senza indulgenze, il “governo del cambiamento”

 

ascoli

 

stronzi

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