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Cronaca

Due comuni marchigiani vogliono diventare romagnoli

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“Dopo 11 anni di attesa è ora che ci diano una risposta, qualunque essa sia”. Lo afferma il sindaco di Sassofeltrio, Bruno Ciucci, parlando all’AGI in merito alla proposta di distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio (rispettivamente 1.104 e 1.410 abitanti) dalla regione Marche e loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nell’ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell’articolo 132, secondo comma, della Costituzione, il cui esame è stato avviato oggi in commissione Affari costituzionali della Camera. Sulla proposta si sono espresse a tutte le forze politiche, favorevoli a procedere con l’iter della proposta, ad eccezione del Pd. 

Secondo il primo cittadino di Sassofeltrio, il lungo iter che segna questa proposta è conseguenza “dei continui cambi di legislatura, che pur tenendo validi tutti i pareri espressi, compreso il referendum del 2007, quando l’87,28% votò in favore del passaggio all’Emilia Romagna, costringono ogni volta a ricominciare da zero”.

Il sindaco di Sassofeltrio ha ribadito anche oggi di non aver cambiato idea: “Sono assolutamente favorevole al passaggio alla provincia di Rimini. Fiducioso che il processo possa accelerare? Non do nulla per scontato, fino a quando il presidente della Repubblica non firmerà la legge”. Anche il sindaco di Montecopiolo, Alfonso Lattanzi è “favorevole da 11 anni e, insieme a me, lo hanno detto l’83% dei miei concittadini. Se ancora ad oggi non si è provveduto a dare seguito alla richiesta questo dà l’idea di come siamo amministrati e di quale continua a essere, da undici anni a questa parte, la considerazione che chi ci governa ha della democrazia”.

Perché cambiare?

Vicinanza fisica, senso di appartenenza, bontà dei servizi: sono questi, secondo il primo cittadino, le motivazioni che sono alla base della richiesta di passare dalla provincia di Pesaro-Urbino a quella di Rimini. “Oggi non ha più senso chiedere le motivazioni, perché’ sono ben chiare e definite tanti da anni – ha sottolineato Lattanzi -, ma piuttosto capire perché c’è chi ancora chi sta lavorando contro questo passaggio”.

“Per i sette comuni della Valmarecchia, che dalle Marche sono passati all’Emilia Romagna – ha fatto notare il sindaco di Montecopiolo – ci furono tanta buona volontà e tempi veloci. Basterebbe che ad occuparsi del nostro passaggio fossero le prime commissioni di Camera e Senato in sede deliberante: in un’ora tutto sarebbe risolto”. 

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