Prima Pagina>Cronaca>E Roberto Saviano abbracciò Macron, il presidente amico della mala-vita
Cronaca Esteri

E Roberto Saviano abbracciò Macron, il presidente amico della mala-vita

Il “gabinetto di Brigitte Macron (l’anziana regina madre che dispone di una corte finanziata dal popolo francese)” si affida alla consulente d’immagine pregiudicata Mimi Marchand, una sorta di Fabrizio Corona in salsa francese

La consulente di immagine (per mancanza di faccia) presidenziale, assoldata con denaro pubblico e cara amica di Brigitte, è stata condannata per assegni scoperti, traffico di cannabis, falso contabile, ed era moglie di un rapinatore -ma qui la giustifichiamo in pieno, visto che la sua datrice di lavoro ha sposato Macron-. Chissà se Roberto Saviano, ricevuto qualche giorno fa in pompa magna all’Eliseo non certo per le doti fisiche (speriamo), ma per aver prodotto la sua più grande invenzione letteraria definendo Salvini “ministro della malavita” (e anche qui con un copia/incolla e il consueto errore grammaticale, dato che il saggio di Gaetano Salvemini si intitola “Il ministro della mala vita”, aggettivo e sostantivo separati), chissà dunque se il Truman Capote de noantri, più scortato di Lady Gaga alla Mostra del Cinema di Venezia, definirà ora l’amato Macron “presidente della mala-vita”?

macron brigitte

 

Corriere della Sera, Stefano Montefiori

Tutti i giovedì mattina il gabinetto di Brigitte Macron ha appuntamento all’Eliseo con Mimi Marchand, che coglie talvolta l’occasione per salutare il capo dello Stato. Niente di illegale, ma dopo lo scandalo Benalla tornano i dubbi sull’opportunità per la coppia presidenziale di circondarsi di certi personaggi.

saviano macron

 

Mimi Marchand, 71 anni, è una specie di Fabrizio Corona senza caduta né resurrezione, meno giovane, condannata per reati meno gravi e soprattutto meno appariscente del paparazzo italiano, anche se pochi giorni dopo l’insediamento di Macron, nel maggio 2017, Mimi si è tradita: la consigliera dell’ ombra si è fatta fotografare tra gli stucchi dell’ ufficio del presidente, dietro la nobile scrivania, le dita in segno di vittoria.

brigitte

 

In effetti, se Macron è riuscito a conquistare l’Eliseo, un po’ di merito ce l’ha anche Mimi, amica di Brigitte, presente con i suoi consigli nei momenti chiave della coppia – dai pettegolezzi sull’omosessualità di Macron all’intervista di Benalla a Le Monde -, nella doppia veste di padrona della più grande agenzia di paparazzi francese, la Bestimage, e di protettrice della vita privata presidenziale. Affidandosi a lei i Macron sembrano avere seguito il consiglio di Giulio Cesare: «Se non puoi sconfiggere il tuo nemico, fattelo amico».

mimi marchand

Solo che tra pochi giorni esce Mimi, una biografia non autorizzata della regina del gossip e frequentatrice del Château, come i parigini chiamano il palazzo dell’Eliseo. Un’altra figura controversa, alla ribalta proprio nel momento in cui Macron è in difficoltà per un rimpasto governativo più complicato del previsto.

Per ragioni di sicurezza Mimi è stato fatto stampare all’estero e verrà portato in Francia, in tempo per l’uscita del 17 ottobre, su camion sigillati. La prestigiosa casa editrice Grasset ha affidato l’anticipazione al settimanale Le Point.

marchand

 

Figlia di parrucchieri di Vincennes, Michèle Marchand ha gestito un garage, sposato un rapinatore, diretto una rivista per appassionati d’armi, è stata condannata una prima volta nel 1986 per assegni scoperti, poi ha gestito locali notturni dove occasionalmente faceva l’informatrice della polizia, poi è andata in prigione per traffico di cannabis, quando è uscita è diventata nonna, ma anche giornalista a Voici (settimanale di gossip), poi è tornata 9 giorni in galera per irregolarità nella contabilità, ma ha continuato a conoscere persone e soprattutto segreti, grazie anche, si dice, a una leggendaria maestria nel perforare la sicurezza del sistema di prenotazioni di Air France.

L’agenzia fotografica Bestimage è la migliore nel gossip, ma la storia di Mimi e la sua famigliarità con i Macron pone qualche problema deontologico, che l’ex presidente François Hollande sottolinea nel libro: «Immaginate che un avversario di Macron sia colpito da un tentativo di intimidazione. Bestimage potrebbe apparire come il braccio armato dell’operazione (…) Non potete avere all’Eliseo qualcuno che fa il mestiere di rivelare la vita privata».

 

 

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *