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Cronaca

Enrico Zucca contro tutti: la Cassazione avvia accertamenti su dichiarazioni pm

Interrogato sul G8 delle polemiche, il sostituto procuratore generale di Genova risponde: “I nostri torturatori sono ai vertici della Polizia. Come possiamo chiedere all’Egitto di consegnarci i suoi torturatori? Ed è caos

Il sostituto procuratore generale di Genova è intervenuto a un convegno sulla morte del giovane dottorando italiano ucciso in Egitto e ha rilasciato dichiarazioni di fuoco contro le Forze dell’Ordine. Immediate le parole di solidarietà e stima da parte del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Legnini, mentre il presidente della prima commissione del Csm, Antonio Leone, ne ha chiesto il trasferimento d’ufficio per incompatibilità.

L’omicidio di Giulio Regeni rimane uno dei casi più misteriosi e controversi degli ultimi anni che ha visto intervenire a vario titolo le più alte cariche dello Stato per cercare di dissipare ogni dubbio su come siano andati realmente i fatti.

Una vicenda che è stata riportata agli onori della cronaca dalle dichiarazioni del pm Zucca che nel corso di un convegno sul caso del giovane dottorando italiano ucciso in Egitto ha affermato che “i nostri torturatori sono ai vertici della polizia. Quindi, come possiamo chiedere all’Egitto di consegnarci i loro torturatori?”.

Parole dure che hanno convinto il procuratore generale della Cassazione, Riccardo Fuzio, ad avviare accertamenti preliminari sul sostituto procuratore generale di Genova che con le sue frasi avrebbe messo in relazione i due eventi.

“E’ stata una dichiarazione impegnativa con qualche parola inappropriata” ha commentato il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini a proposito dell’intervento di Zucca e ha espresso “stima e fiducia ai vertici delle forze di polizia per l’opera insostituibile cui assolve per la sicurezza nazionale”.

Le frasi di Zucca hanno rappresentato per Legnini l’esigenza di dover affrontare il tema dei “limiti e delle modalità di esternazione dei magistrati” sui procedimenti da loro seguiti poiché il pm “è intervenuto facendo riferimento a un processo di cui si è occupato con impegno e professionalità e a un altro delicato e importante procedimento della procura di Roma”.

Le polemiche e i commenti di colleghi e politici hanno stupito Enrico Zucca che ha replicato dichiarando che “la rimozione del funzionario condannato è un obbligo convenzionale, non una scelta politica, e queste cose le ho dette e scritte anche in passato. Il Governo deve spiegare perché ha tenuto ai vertici operativi dei condannati. Fa parte dell’esecuzione di una sentenza”.

Intanto l’apertura di una pratica sul pm di Genova è stata chiesta al Csm dal presidente della prima commissione, Antonio Leone, per valutare se vi siano “profili di incompatibilità”, cioè se il magistrato vada trasferito d’ufficio. Il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini ha detto che sottoporrà la questione al prossimo comitato di presidenza.

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