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Fake Onlus, Majorino: «Bisogna essere durissimi e intransigenti»

 

«Sono avviamento rimasto colpito. Credo che sia utile tutto ciò che riesce a difendere il sistema del sociale e dell’accoglienza da ogni tentativo di sviluppare pratiche e attività illegali».

A parlare dell’inchiesta Fake Onlus è l’eurodeputato Pier Francesco Majorino. Fino a poche settimane fa, per quasi due legislature, era l’ assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano. «Bisogna naturalmente avare un approccio garantista ma se le cose stessero così ci troveremmo di fronte a un quadro davvero molto preoccupante», sottolinea.

Le parole del pm Gianluca Prisco non sono passate inosservate. «Apprezzo che abbia ricordato che siamo di fronte a delle eccezione rispetto al mondo del Terzo settore. Tuttavia penso che dobbiamo essere molto intransigenti e duri perché quelli che tentano di fare soldi illegalmente sulla pelle di chi viene accolto sono i peggiori nemici del sociale».

Tra le onlus indagate (“Volontari senza frontiere”, “Milano Solidale”, “Amici di Madre Teresa” e “Area solidale”) ce n’è una che riporta nel proprio nome il capoluogo lombardo. «Con la città di Milano queste realtà hanno avuto un solo rapporto da quel che mi risulta», sottolinea Majorino, «hanno utilizzato per alcuni mesi un bene confiscato alla mafia, quello di via Paisiello. Non lo hanno più potuto utilizzare perché sono venute meno le condizioni dal punto di vista formale. Naturalmente solo questioni burocratiche, non avevamo ravvisato altro, sennò l’avremmo segnalato».

Un fatto che apre il capitolo dell’effettiva efficienza dei sistemi di controllo. «A Milano abbiamo accolto in 8 anni 128 mila persone. Ad oggi non abbiamo nessun caso contestato. Da parte nostra c’è sempre stato un grandissimo rigore e una grande attenzione. Quindi ritengo che i controlli e le regole che abbiamo funzionino. Naturalmente però i furbi si nascondono ovunque. Temo per questo, che aver diminuito la qualità richiesta alle onlus da parte del Decreto Salvini rischi involontariamente ad aiutare chi vuole approfittarsene».

Una sola certezza, «è chiaro che chi compie atti di questo genere è il miglior amico e più grande supporter di chi vuole distruggere l’accoglienza», conclude l’ex assessore.

 

 

 

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