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Cronaca

Festa della Musica con il jazzista Petrin

Si esibirà in “piano solo”, con un programma su temi originali tratti dai suoi ultimi album, a cui si aggiungeranno immancabili brani di Thelonious Monk, Ornette Coleman, Billy Strayhorn, i grandi interpreti del jazz che più ama. Sarà Umberto Petrin il protagonista della Festa della Musica all’area Lounge dell’Irccs Maugeri di Pavia, venerdì 21 giugno, alle ore 20,30, ingresso libero.
In quella data, la rassegna Maugeri In Arte, curata da Annalisa Andaloro e pensata per i degenti e i loro famigliari, si sposterà eccezionalmente dal pomeriggio alla sera, per partecipare appunto alla Festa che ogni anno il ministero dei Beni culturali propone in tutta Italia, con l’obiettivo di portare la musica in luoghi diversi dai i teatri.

Petrin, classe 1960, nativo di Broni (Pv), è pianista internazionalmente apprezzato, con oltre 70 cd al suo attivo. In questa serata unirà al jazz la sua altra grande passione artistica: la poesia contemporanea, introducendo alcune fasi del concerto con i versi di poeti americani.

Docente al Conservatorio di Milano, Petrin è noto anche per le sue collaborazioni artistiche, come nel campo della videoart e della musica d’improvvisazione, come quella col poeta americno Jack Hirschman, o quella con lo scrittore Stefano Benni, con cui ha realizzato, tra le altre cose, Misterioso, una video-conversazione, proprio su Monk, uscita per Feltrinelli.

«L’Irccs Maugeri di Pavia aderisce con entusiasmo alla Festa della Musica che, come ogni anno, si svolge nel giorno del solstizio d’estate», spiega il direttore dell’Irccs Maugeri Pavia, Mario Melazzini che aggiunge: «L’obiettivo della Festa è quello di portare quest’arte in luoghi “altri” rispetto a quelli dov’è rappresentata solitamente e si sposa perfettamente con Maugeri In Arte, progetto culturale con cui offriamo ai nostri pazienti e ai loro famigliari, ma anche ai cittadini pavesi, un articolato cartellone di eventi, e in cui la componente musicale è assicurata da istituzione come il Conservatorio Vittadini di Pavia e il Nicolini di Piacenza».

«Nel percorso di umanizzazione degli spazi e dei luoghi di cura», conclude il direttore dell’Istituto pavese, «abbiamo sperimentato in questi due anni l’impatto positivo dell’arte in generale e della musica in particolare sulla presenza dei nostri ospiti e di chi li accompagna»

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