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Genova: arrivano altri 20 milioni dal Fondo delle emergenze nazionali. Ma il Commissario non c’è

Grazie a un lavoro incessante di 60 persone, distribuite su turni 24 ore su 24 per 7 giorni su 7, verranno infine riaperte giovedì 4 ottobre, dopo 19 giorni di intervento, le linee ferroviarie “Bastioni” e “Sommergibile” danneggiate il 14 agosto

Da ansa.it

Il Governo stanzia altri 20 milioni di risorse che verranno trasferite alla contabilità speciale intestata al Commissario delegato. Lo si legge nella bozza finale del dl Genova visionata dall’Ansa. “La contabilità speciale intestata al Commissario delegato per l’emergenza”, che in base all’ordinanza del 20 agosto disponeva di 33,5 milioni, “è integrata di 9 milioni di euro per l’anno 2018 e 11 milioni di euro per l’anno 2019”, si legge nel testo. Le risorse sono coperte con l’uso del Fondo per le emergenze nazionali. 

Secondo quanto prevede, inoltre, il decreto nel caso in cui Autostrade non pagasse o ritardasse le spese di ricostruzione del ponte sarà lo Stato ad anticiparle, attingendo al Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale. “Per assicurare il celere avvio delle attività del Commissario, in caso di mancato o ritardato versamento da parte del Concessionario, a garanzia dell’immediata attivazione del meccanismo di anticipazione, è autorizzata la spesa di 30 milioni annui dal 2018 al 2019”.

ponte morandi

 

Il decreto è stato ‘bollinato’ oggi dalla Ragioneria generale dello Stato e trasmesso al Quirinale. 

“Il decreto arriverà, ma non vuol dire che sarà soddisfacente. Bisognerà vedere cosa c’è scritto dentro dopo questo balletto fatto in una settimana e mezzo tra un ministero e l’altro”. Così il presidente della Regione Liguria,Giovanni Toti, ai microfoni di Radio Capital. “Mi sembra che il decreto venga fatto per escludere gli enti locali”, continua Toti. “Mi dà l’impressione che il governo voglia gestire la situazione a Roma e non in Liguria. Ma va bene tutto, siamo laici, basta che si raggiungeranno i risultati”

Mi auguro che venga indicato il nome del Commissario quando esce il decreto o immediatamente dopo, in modo da recuperare tempo”. Lo ha detto il viceministro alle infrastrutture Edoardo Rixi, commentando la notizia dell’invio del dl Genova al Quirinale. “Serve un manager che sappia affrontare situazioni di emergenza, con capacità professionali importanti e che ci si dedichi a tempo pieno, per realizzare il ponte velocemente. Condivido le esclamazioni dei miei concittadini genovesi: abbiamo bisogno di un ponte”.

Ieri il governatore Toti aveva avvertito che l’impianto concordato con il governo non deve cambiare, e aveva sollecita lo sblocco dei fondi per il Terzo Valico, diversamente ‘sarebbe devastante per la Liguria’. Gli fa eco il viceministro Edoardo Rixi: ‘opera fondamentale’ Gli sfollati si erano invece detti pronti a protestare davanti alla casa di Beppe Grillo se non fosse finito il gioco dei rimpalli sul Decreto Genova. Dal fronte giudiziario arriva la notizia che i tempi del processo potrebbero essere meno lunghi del previsto. “I tempi della demolizione – sottolinea il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi – non dipendono dalla procura. Ci sono i periti nominati dal gip che dovranno fare i loro accertamenti e non è detto che non si possa poi procedere alla demolizione anche prima della scadenza dei 60 giorni. Certo, c’è anche il problema che non è ancora stato presentato un piano da chi ha le competenze”.

Grazie a un lavoro incessante di 60 persone, distribuite su turni 24 ore su 24 per 7 giorni su 7, verranno infine riaperte giovedì 4 ottobre, dopo 19 giorni di intervento, le linee ferroviarie “Bastioni” e “Sommergibile” danneggiate il 14 agosto dal crollo del ponte Morandi. Per la Valpolcevera e per il primo porto italiano è una notizia fondamentale per provare a credere che si possa tornare poco a poco a una parziale normalità. I sensori sui monconi saranno collegati alla centrale Rfi per bloccare la circolazione in caso di segnali negativi.

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