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Cronaca

Gioia Tauro, ricorre oggi l’anniversario del bombardamento del 20 febbraio 1943

Ricorre oggi a Gioia Tauro il settantasettesimo anniversario di quel tragico pomeriggio del 20 febbraio 1943 quando la città subì il primo bombardamento della II Guerra Mondiale da parte dell’aviazione alleata.

Alle 17 del 20 febbraio, infatti, in un consueto pomeriggio di sabato, dagli aerei che avanzavano verso il nostro territorio, furono sganciati una notevole quantità di ordigni che provocarono delle tremende esplosioni.

A seguito delle deflagrazioni il panico invase i cittadini che, fino ad allora, non avevano mai assistito ad un bombardamento. Una volta andati via gli aerei, ciò che rimase furono fumo, rovine, pianti, lamenti di feriti. Ma soprattutto ci si rese conto che le bombe sganciate dagli alleati, e che colpirono quello oggi conosciuto come il rione Monacelli, provocarono la morte di circa quarantacinque persone, tra loro anche bambini, i cui corpi senza vita, sottratti  dalle macerie, rivelarono che questi furono travolti dalla morte mentre erano intenti nei loro giochi.

Dopo il bombardamento molti gioiesi abbandonarono le proprie case per rifugiarsi in campagna o da parenti che vivevano in altri centri più piccoli della Piana. Questo si rese necessario perchè nei mesi a seguire diversi furono i bombardamenti che si susseguirono sia di giorno che di notte e che ebbero come bersagli la stazione ferroviaria e le arterie principali.

Dopo diversi anni dal bombardamento, affinchè l’episodio del  20 febbraio 1943 rimanesse impresso nella memoria collettiva, l’Amministrazione Comunale dell’epoca, proprio sul muro di una delle case distrutte e poi ricostruite, fu installata una lapide in marmo che recita “Nel lento pomeriggio, incombendo l’immane conflitto in questo popoloso e pacifico quartiere bombe nemiche, sinistramente sibilando, seminarono distruzione, lacerazione, morte. La Civica Amministrazione, nel trentennio del luttuoso evento, pose auspicando all’umanità tutta lustri interminabili di pacifica convivenza”. Uno sprone, quindi, affinchè, specie le giovani generazioni che non hanno conosciuto l’orrore della guerra, non dimentichino mai la storia della propria città e meditino sul valore della vita e l’amore per il prossimo.

 

Maria Teresa Bagalà