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Cronaca

Giuliano da Empoli: «Possiamo davvero governare con un algoritmo?»

 

Siamo ossessionati dai leader e dai “capi politici” che occupano la scena. E, malgrado tutto, vorrebbero continuare a occuparla. Rischia così di restare nell’ombra la vera sfida per il governo che verrà, se verrà: è davvero possibile governare con un algoritmo?

Alla vigilia del voto sulla piattaforma Rousseau, che passerà al vaglio la possibile alleanza PD-5S, abbiamo incontrato con Giuliano da Empoli, presidente del think tank Volta, che ha scritto due dei libri – entrambi editi da Marsilio – più informati sul tema: La rabbia e l’algoritmo e Gli ingegneri del caos.

L’algoritmo, la rabbia, la sfida

La rabbia e l’algoritmo è il titolo di uno dei suoi ultimi lavori. Tolto il problema della rabbia, resta l’algoritmo e il rapporto tra PD e M5S non sembra meno problematico…
L’algoritmo, in un certo senso, ci aiuta. Ci aiuta perché il M5S è costruito più come un contenitore, che come un contenuto e funziona, se vogliamo restare su questa immagine, come l’algoritmo di Youtube. Che cosa fa l’algoritmo di Youtune? L’algoritmo di Youtube ti ridà indietro quello che vuoi vedere, con una variabile: ti spinge verso contenuti che siano il più possibile gridati, emozionali, suscettibili di provocare delle reazioni e delle emozioni. Lo fa perché il suo criterio è quello dell’engagement, quindi deve coinvolgere il più possibile.

Lo stesso accade per l’algoritmo del Movimento: da un lato può veicolare qualsiasi contenuto, perché risponde semplicemente alle preferenze dell’utente/elettore. Dall’altro, però, tende sempre verso la rabbia, verso risposte gridate da dare a qualunque costo, anche su istanze sbagliate.

Ma se torniamo alla sua natura di contenitore e non di contenuto, uno spazio di manovra si apre, anche con l’algoritmo…
Diciamo che è proprio questa dinamica che ha permesso al M5S di accompagnare il percorso di Salvini in modo così lineare per un anno e mezzo. D’altra parte, però, proprio questa assenza di contenuto permette o può permettere al Movimento di cambiare improvvisamente e radicalmente direzione, così come ha fatto moltissime volte proprio su temi cruciali (immigrazione e Europa, su tutti). Voglio dire che, di fronte a un contenuto forte, come quello che può scaturire da un alleato di governo con una piattaforma chiara, il M5S può anche essere un partner relatvamente affidabile.

Ovviamente serve il contenuto forte e la tesi è tutta da dimostrare. Anche perché, come dicevo prima e al contrario di quanto pensano molti sinistra, in realtà l’algoritmo grillino è più compatibile con contenuti estremi, che suscitano emozioni violente, come quelli della Lega, che con contenuti moderati, riformisti come quelli del PD.

Fonte

 

 

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