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Cronaca

Gli ITS adesso piacciono anche a liceali e laureati

Le migliori performance occupazionali? Mobilità sostenibile (83,4%), Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (82,5%) e Nuove Tecnologie per il made in Italy (80,3%), al cui interno svettano Sistema meccanica (91,9%) e Sistema moda (86,3%). Esiti occupazionali meno significativi? Efficienza energetica (72,2%), Sistema agroalimentare (72,4%) e Nuove tecnologie della vita (72,7%). Per le Nuove Tecnologie per il made in Italy, Sistema casa, il tasso più basso (57,0%). Sono i dati di esito della rilevazione 2019 sugli esiti occupazionali a dodici mesi dal diploma per le studentesse e gli studenti che hanno concluso i percorsi presso gli ITS nel 2017. Gli ITS – Istituti Tecnici Superiori rappresentano la prima esperienza italiana di offerta formativa terziaria professionalizzante legata al sistema produttivo territoriale e al mercato del lavoro e gli stessi ITA sono finanziati anche in base ai risultati. Il monitoraggio 2019 è stato presentato ieri da Giovanni Biondi, presidente di Indire.

Mappati 139 percorsi ITS, erogati da 73 Fondazioni ITS su 103 costituite, con 3.367 iscritti e 2.601 diplomati. L’80% dei diplomati (2.068) ha trovato lavoro entro un anno dal diploma, nel 90% dei casi (1.860) in un’area coerente con il percorso di studi concluso. Del 20% dei non occupati o in altra condizione: il 10,3% non ha trovato lavoro, il 4,8% si è iscritto a un percorso universitario, il 2,1% è in tirocinio extracurricolare e il 2,8% è risultato irreperibile.

Quanto alle tipologie di contratto, il 49,3% degli occupati è stato assunto con contratto a tempo determinato o lavoro autonomo in regime agevolato: questa è stata la tipologia contrattuale più utilizzata in tutte le aree tecnologiche. Uniche due eccezioni Mobilità sostenibile, per la quale prevale il contratto a tempo indeterminato o lavoro autonomo in regime ordinario e Tecnologie dell’informazione e della comunicazione, area nella quale prevale l’apprendistato.

Chi frequenta gli ITS? Giovani diplomati provenienti dagli istituti tecnici (il 62,3%), tra i 20 – 24 anni (il 44,9%) e i 18 -19 anni (il 32,3%), in prevalenza maschi (il 72,6%). In netto aumento i giovani liceali (21,3%) e i laureati (6,1%).

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