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Cronaca

Il bilancio sulle promesse sociali dei 14 mesi gialloverdi

Tre promesse, in questo settore, tutte pronunciate da Salvini sono state mantenute: precisamente, il blocco dei porti per le Ong, la fornitura di motovedette alla Libia, “per fermare i gommoni” e l’ampliamento, con il decreto sicurezza, del novero dei reati che, in caso di condanna definitiva, comportano il diniego e la revoca della protezione internazionale, includendovi ulteriori reati ritenuti di particolare allarme sociale. Promessa, questa, contenuta nel contratto di governo. Non mantenuta invece la promessa, sempre di Salvini, di concludere accordi di rimpatrio con 10 paesi. In generale, possiamo considerare mantenuta le promesse di Matteo Salvini in materia di immigrazione con l’approvazione del decreto sicurezza.

Quattro le promesse classificate sotto questa categoria. Mantenute due di queste: il reddito di cittadinanza e l’istituzione del ministero per le Disabilità. Non mantenuta invece la promessa relativa all’aumento delle pensioni d’invalidità. Risulta invece parzialmente mantenuta la promessa di agevolazioni alle famiglie attraverso rimborsi per asili nido e baby sitter, fiscalità di vantaggio, tra cui “Iva a zero” per prodotti neonatali e per l’infanzia: nel disegno di legge di bilancio 2019-2021, modificato e approvato al Senato il 23 dicembre 2018, è stato inserito l’aumento da 1.000 a 1.500 euro del bonus per l’iscrizione agli asili nido pubblici e privati e l’estensione dello stesso fino al 2021. La legge di bilancio non ha invece confermato il bonus asilo e baby sitter, introdotto dalla legge di bilancio 2013 e poi confermata fino al 2018.

Niente di fatto per quanto riguarda la scuola. Risultano tutte “in corso” – quindi oggi possiamo dire non mantenute – le promesse in questo settore: tra queste, l’ampliamento della platea di studenti beneficiari dell’esenzione totale dal pagamento delle tasse di iscrizione all’università; l’incremento delle risorse destinate all’università e agli Enti di Ricerca; la riduzione della dispersione scolastica. Dei 7 miliardi promessi da Bussetti per l’edilizia scolastica, 1,7 intanto sono stai recentemente stanziati.

Le tre promesse relative all’ambiente risultano tutte non realizzate: la prima – di Toninelli – di implementare la mobilità elettrica; la seconda – dal contratto di governo – di ridurre e prevenire il consumo del suolo; la terza – di Di Maio – di salvaguardare l’acqua come bene comune non mercificabile, tenendo uniti gestione ed erogazione del servizio idrico integrato.

Buono il bilancio per quanto riguarda il lavoro: quattro delle cinque principali promesse sono state mantenute. La prima, contenuta nel contratto di governo, prevedeva il contrasto alla precarietà, con l’approvazione del decreto dignità; la seconda è la reintroduzione della cassa integrazione per cessazione di attività, avvenuta tramite il “Decreto urgenze”; la terza riguarda la proroga e l’estensione degli incentivi per l’assunzione dei giovani, contenuti nel decreto dignità e nella legge di bilancio. La quarta promessa mantenuta è l’ampliamento delle possibilità per l’uso dei buoni (voucher) per il pagamento del lavoro occasionale in agricoltura e nel settore alberghiero. Niente di fatto, invece, per il salario minimo.

Quota 100 e pensione di cittadinanza sono le promesse mantenute in questo campo.

La riduzione delle liste d’attesa è la principale promessa mantenuta in campo sanitario.

Sotto questa voce compare la promessa di Salvini relativa alla chiusura dei campi nomadi irregolari. Non ci sono informazioni di interventi legislativi relativi alla promessa; Salvini, durante la conferenza stampa di presentazione del DL Sicurezza, ha affermato che entro la fine del mandato del governo verranno chiusi tutti i campi nomadi. Il 15 luglio scorso, lo stesso Salvini ha inviato una direttiva a tutti i Prefetti in cui “si rende urgente l’attivazione di un più strutturato sistema di ricognizione” degli insediamenti rom, sinti e caminanti. Fase successiva del piano avrebbe dovuto essere lo sgombero degli insediamenti abusivi, a seguito dell’analisi di tutti i dati raccolti e dell’istituzione di una Cabina di regia con rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali interessati.

In questa categoria rientra, come promessa “sociale”, il divieto della pubblicità del gioco d’azzardo: promessa contenuta nel contratto di governo e mantenuta da Di Maio con il decreto dignità.

Sotto questa voce, si trova la promessa, contenuta nel contratto di governo, di fermare i tagli agli enti locali. Promessa che risulta in corso, dunque di fatto non realizzata.

Fonte

 

 

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