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Cronaca Scuola Sociale

Il muro della memoria: i nomi di 950 vittime di mafia scritte dai ragazzi per non dimenticare

Il 21 marzo scorso più di 120 ragazzi delle medie hanno ricordato le vittime di mafia scrivendo i loro 950 nomi su un muro. La gallery fotografica serve a premiarne l’impegno e a non dimenticare

Nella 23esima “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” oltre 120 ragazzi di seconda media hanno scritto i nomi delle 950 vittime di mafia sui muri dell’osteria del “buon essere”, un luogo simbolo della lotta alle mafie, che sorge in uno stabile sottratto alla criminalità organizzata.

L’iniziativa, organizzata da La Tela in collaborazione con l’amministrazione comunale, Libera, Avviso Pubblico e le scuole cittadine, fa seguito alla manifestazione dell’anno scorso quando, sempre in occasione del 21 marzo, i ragazzi delle medie furono chiamati a realizzare un murales.

Paolo Borsellino ha detto che “la lotta alla mafia non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che arrivi a coinvolgere tutti, specialmente le giovani generazioni. Solo loro le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”. E noi abbiamo voluto fare nostre le sue parole rivolgendoci ai giovani“, ha detto Giovanni Arzuffi portavoce della cooperativa Arcadia che insieme con altre associazioni gestisce La Tela. “L’idea da cui siamo partiti è quella del colore, il colore come strumento per combattere il bianco dell’omertà. Ai ragazzi di seconda media abbiamo messo a disposizione circa 70 mq di muro bianco dove andare a scrivere con pennarelli colorati uno per uno tutti i nomi delle 950 vittime di mafia. Un piccolo gesto che non solamente va a rafforzare l’impegno sociale de La Tela e a ricordare dove e perché è nata, ma soprattutto una testimonianza che rimarrà in futuro e che speriamo aiuti i giovani a reagire davanti ad ogni atteggiamento e comportamento mafioso”.

La volontà è stata di “realizzare una sorta di “muro della memoria” quale segno di un impegno concreto che parte proprio dalle giovani generazioni per costruire un futuro migliore“.

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