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Il nemico invisibile che sta soffocando il Mediterraneo (e avvelenando anche noi)

Il nemico invisibile che sta soffocando il Mediterraneo (e avvelenando anche noi)

 (Afp)

  Plastica, Mare Mediterraneo 

Senza provvedimenti, entro il 2050, nei mari del mondo ci sarà pià plastica che pesce e il Mediterraneo rappresenta un’area trappola con livelli record di inquinamento da microplastiche che minacciano la vita marina e la salute umana. L’allarme arriva dal Wwf che ha lanciato oggi una petizione per fermare la diffusione di questo materiale.

Ecco alcuni numeri dell’emergenza: 95% è la percentuale di plastica contenuta nei rifiuti del Mar Mediterraneo che soffoca habitat e specie; 1,25 milioni di frammenti per km2 è la concentrazione record di microplastiche nel Mediterraneo, quasi 4 volte superiori a quelle registrate nell’isola di plastica del Pacifico settentrionale; oltre il 90% dei danni provocati dai nostri rifiuti alla fauna selvatica è dovuto alla plastica; 134 sono le specie vittime di ingestione da plastica nel Mediterraneo (tra cui tutte le specie di tartaruga marina, che scambiano i sacchetti di plastica per prede); l’Europa è il secondo produttore di plastica al mondo; 2,1 sono i milioni di tonnellate di imballaggi di plastica consumati ogni anno dagli italiani.

L’ecosistema del pianeta è compromesso

Il Wwf avverte in una nota che l’emergenza della plastica negli oceani è fuori controllo: in 50 anni abbiamo compromesso l’ecosistema più importante del pianeta, ignorandone le conseguenze. “Ora sappiamo che è necessario agire rapidamente e concretamente per fermare la silenziosa invasione di plastica che minaccia gli oceani e i mari di tutto il pianeta – ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia – come associazione abbiamo preso un impegno che ci vedrà coinvolti in maniera globale nei prossimi mesi, così come è accaduto per il clima.

Tutti i paesi che siedono in ambito ONU devono stringere un Accordo per porre fine alla dispersione di plastica in mare entro il 2030. L’ impatto drammatico sul benessere e la salute delle persone e sulla vita nei nostri mari è ormai conclamato – ha ammonito Bianchi – abbiamo inquinato con la plastica persino i mari più profondi nella Fossa delle Marianne. Non c’è tempo, tutti i Paesi sono responsabili di questa emergenza ambientale e ciascuno deve essere parte della soluzione”.

La produzione globale di plastica è aumentata negli ultimi 50 anni da 15 milioni di tonnellate nel 1964 a 311 milioni di tonnellate nel 2014: poiché l’uso della plastica è presente in innumerevoli applicazioni ci si aspetta che entro i prossimi 20 anni la produzione di plastica raddoppierà, se non si farà nulla per fermarla. 

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