Prima Pagina>Cronaca>Il vecchietto con il vizietto di fare la ‘spesa gratis’ nei supermercati
Cronaca

Il vecchietto con il vizietto di fare la ‘spesa gratis’ nei supermercati

Un ex direttore e titolare di un noto Discount della città, ora in pensione, confessa di avere tutto il materiale possibile per scrivere un romanzo sui furti commessi dagli anziani. “Molti erano tutt’altro che indigenti”

AOSTA. “Pagare questo oggetto? Non ne vedo la necessità. E’ piccolo. Mi sta in tasca alla perfezione”. Pensieri ‘ad alta voce’ diventate il rovello di molti direttori di super e ipermercati della Valle quando sorprendono anziani con merce rubata. I ‘nuovi ladri’ che rimangono impassibili anche di fronte alla flagranza del reato. “Il problema è che la maggior parte non ruba per fame, ma per vizio – dicono i responsabili dei punti vendita -. Non li denunciamo,ma li obblighiamo a pagare. Se hanno il coraggio di rifiutarsi, minacciamo di denunciarli e di rendere pubblico il loro odioso comportamento”.

  La classifica dei furti annovera questa nuova tipologia di ladri. Cittadini del ‘pianeta in grigio’, i nuovi ‘Arsenio Lupin’. Che non si limitano ad intascarsi generi di prima necessità, ma puntano dritti su profumi ‘griffati’, confezioni di pregiati salumi, formaggi, salmone e anche raffinati dolciumi e eleganti scatole di cioccolatini. C’è anche chi è stato sorpreso a scartare gli involucri dei vari tipi di carne e nascondere il contenuto nel sacchetto del pane.

 “Da parte nostra non esiteremmo ad aiutarli  se constatassimo il reale stato di bisogno – assicurano i dirigenti dei market -. Ma in molti casi ci sconvolge la loro sfacciataggine. Il fatto è che ci siamo resi conto di quanto per molti il furto assuma i contorni dello sfregio, nella totale  certezza di farla franca per l’età, soprattutto”.

  Alleati dei direttori sono la videosorveglianza e i dispositivi antitaccheggio. Fino ad un certo punto, in ogni caso. Sì, perchè sono in significativo aumento gli attempati clienti improvvisati supertecnici nello staccare il talloncino antifurto per guadagnarsi l’uscita indenni, ‘tacitando’ l’allarme.

  E così, i cari nonnini, simbolo di saggezza e onestà, paladini di mirabili insegnamenti ai nipoti, si trasformano in veri e propri malfattori pronti ad accaparrarsi l’oggetto proibito per una vita. L’abito firmato, ‘chimera’ della loro gioventù, se le indossano con la massima nonchalance, studiando ogni astuzia per svignarsela inosservati. Anche le costose ghiottonerie inavvicinabili per decenni finiscono nelle capaci tasche dei cappotti, sotto il cappello e nelle grandi borse da spiaggia rivisitate per l’occasione. Che dire, poi, degli stivali. Più che mai comodi per infilarvi articoli preziosi e spessi pochi millimetri.

  Nessun timore delle nuove tecnologie. Sveltezza e furberia rendono questi ex giovani intoccabili e consapevoli che, una volta usciti, non possono essere fermati. La sorpresa più amara, secondo quanto affermano i responsabili/titolari dei centri della grande distribuzione, è la scoperta di un furto da parte di anziani con pensioni alte. Perchè rubano, allora? Difficile trovare una giustificazione plausibile. Molti considerano ‘l’auto licenza di rubare’ una sorta di rivalsa ai soprusi subiti per una vita. Altri accampano la ‘supergettonata’ scusante della cleptomania. E altri ancora riescono anche a piangere a dirotto, giurando di essere sul lastrico. Risultato: se la cavano, quasi sempre, con l’ammonimento che suona più o meno così: “La prossima volta la denuncio”. Tutto qui. E anche in questa circostanza il nonno/nonna con il viso angelico ne esce trionfante e impunito, pronto a cambiare supermercato e a rifornirsi senza sosta alla cassa quando la dispensa ‘reclama’.

 

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *