Trieste, 28 giu – Sicurezza sanitaria delle persone e sicurezza sul lavoro. E l’obiettivo del protocollo operativo che sarà
redatto da un gruppo di lavoro tra la Regione Friuli Venezia Giulia e la Prefettura di Trieste, gli attori del sistema
sanitario e le organizzazioni di volontariato, a tutela della salute delle Forze di Polizia, degli operatori e dei migranti in arrivo nella nostra regione. 

“Il contrasto agli ingressi irregolari lungo la rotta balcanica – ha indicato il governatore Massimiliano Fedriga – ha giocoforza anche un aspetto sanitario. Con il rafforzamento dei pattugliamenti lungo la frontiera vi è la necessità di
intensificare anche i controlli sanitari. Bisogna essere in grado di verificare in condizioni di sicurezza lo stato di salute delle persone intercettate, per pervenire la diffusione di eventuali malattie, e proteggere in primo luogo gli agenti di polizia preposti ai controlli. Da qui la decisione di attivare un percorso che preveda l’assistenza costante di operatori della sanità in affiancamento alle Forze di Polizia a valle delle operazioni di rintraccio delle persone che intendono raggiungere in maniera irregolare il Friuli Venezia Giulia”.

Di conseguenza, ha spiegato il vicepresidente della Regione e assessore alla salute Riccardo Riccardi, “sarà costituito un nucleo di operatori sanitari in grado di operare sull’intero territorio regionale a supporto delle Forze dell’ordine
nell’affrontare le situazioni più critiche”. 

In regione sono naturalmente già attivi percorsi di accoglienza anche sanitaria. L’impegno ora è di rafforzare le attività in corso per consolidare le azioni di prevenzione e di tutela della salute di tutti gli operatori e delle persone in arrivo. 

Inoltre, l’istituzione di un tavolo tecnico e la redazione di un protocollo operativo servirà a uniformare e condividere i modelli più adeguati per affrontare emergenze o criticità non prevedibili a priori. 

“L’attuazione di programmi di prevenzione – ha evidenziato Riccardi – e soprattutto l’allestimento di strutture di
primissima accoglienza con i requisiti minimi essenziali di igiene e profilassi, sono il più efficace sistema per contenere il rischio di contrarre e diffondere malattie infettive o parassitarie”. Da rilevare che queste attività sono mirate anche a tutelare gli operatori delle Forze di polizia, e rientrano nel tema della sicurezza sul lavoro, motivo per il quale sarà possibile anche utilizzare risorse statali in materia.

Da segnalare, inoltre, che il Tavolo dei migranti regionale ha confermato che procedere a controlli sanitari all’aperto, in strada su zone di confine, in condizioni precarie, in assenza di strumenti sanitari adeguati, senza possibilità di trattare eventuali patologie non sarebbe certo una pratica efficace di sanità pubblica. 

Inoltre i controlli sanitari dei migranti diventano indispensabili prima del trasferimento delle persone verso centri
di accoglienza fuori dalla regione. 

La Giunta regionale ha quindi approvato oggi una generalità che avvia il tavolo di confronto e condivisione fra i livelli
istituzionali coinvolti nella gestione delle criticità: il gruppo di lavoro vedrà la presenza di rappresentanti della Prefettura e delle Direzioni regionali Salute e Sicurezza.