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In Veneto Forzia Italia crede nel rinnovamento. Puntando sui “soliti” vecchi

Un dicembre ricco di appuntamenti in Veneto per gli uomini di Berlusconi. Convegni, confronti sulla democrazia e la vicinanza ai cittadini. Ma ad organizzare questi incontri spuntano vecchi “arnesi” della politica veneta. E’ arrivata la fine per Fi?

Vogliono il rinnovamento. Ma puntano sui “soliti” vecchi. Forza Italia nel Veneto è ridotta all’osso, sono finiti i tempi in cui riempivano le piazze e le sale dei grandi hotel con mega buffet. Hanno il terrore di venire “ingoiati” dall’esercito di Salvini che non conosce ostacoli. E per il mese di dicembre hanno programmato tutta una serie di appuntamenti e convegni nella speranza di chiudere in bellezza un anno che li ha visti sempre più figure alquanto marginali. Fino a qui tutto bene. E’ importante riprendere il contatto con la base che è stata strappata di mano ai forzisti dalla Lega e dai Grillini. Il guaio è che ad organizzare questi appuntamenti siano vecchi “arnesi” degli azzurri, tutte persone che siedono e sono seduti per decenni in comode e ben remunerate poltrone.

Ma chi sono? Facciamo un’analisi sul “Nuovo” che avanza. Renzo Marangon, classe ’52, per pochi mesi sindaco di Rovigo è stato seduto in consiglio regionale dal 1993 al 2010 con un’altra breve parentesi nel 2015. Non manca l’onorevole Renato Brunetta che da quando è stato rieletto in Parlamento (da vent’anni siede in comode sedie tra Strasburgo e Roma) non si è più visto. Ai convegni continua a parlarsi addosso e non molla il microfono oltre ad essere spesso maleducato con chi si azzarda a rivolgergli una domanda. Al suo fianco Andrea Causin, un ragazzotto di due metri d’altezza che è partito dalla Margherita, transitato nell’Udc per approdare in Forza Italia e che dopo i convegni porta tutti a pranzo nel ristorante gestito dalla moglie. Rispunta Valdo Ruffato (un decennio in Regione) che nel 2014 ha tentato la corsa a Bruxelles in quota Ncd senza successo. E oggi torna all’ovile azzurro. Non manca il “Re” dei candidati nei collegi sicuri o nei listini bloccati, vale a dire Marino Zorzato di San Martino di Lupari  che dal 2001 siede tra Parlamento e Regione. Dal 2010 al 2015 è stato il vice di Zaia in Regione, poi è passato al “Defunto” Ncd contro Zaia ed è riuscito per il rotto della cuffia ad essere rieletto in Regione. Nel suo Comune mai ha tentato di candidarsi a sindaco….e questo la dice lunga. E ora ri-ritorna in Forza Italia. Hanno il buon senso (almeno per ora) di star fuori Barbara Degani e Mario Dalla Tor. La prima è stata una “creatura” di Zorzato, ha amministrato la Provincia di Padova dal 2009 al 2013 in quota azzurri per poi diventare sottosegretario all’ambiente del Governo Renzi in quota Ncd. E’ nota soprattutto perchè nessuno si ricorda di lei (vista anche la sua inutilità come pubblico amministratore) , tranne che per la sua poca educazione nei confronti del popolo. Di Dalla Tor “Corriere quotidiano” ha già scritto. Ex Fi, ex vice presidente della Provincia di Venezia (che da vice presidente votò contro le Provincie in Senato), ex senatore, tentò il rientro in Senato con il Pd e la Lorenzin ma è stato ricacciato a casa. Un altro “RE” dei voltagabbana è Paolino D’Anna ex Margherita poi Fi ed ora alla corte del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. 

La panoramica, per ora, finisce qui. Se il partito di Berlusconi, o quel che rimane per rientrare in pista intende avvalersi di queste persone che hanno avuto e incassato (laute indennità) di tutto e di più non si intravvede un futuro di successo. Oppure c’è da chiedersi: il rientro di queste figure obsolete serve per dare una volta per tutte il colpo di grazia al partito di Berlusconi? La domanda sorge spontanea….

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Foto sotto: il “Nuovo” che avanza in Forza Italia …Marino Zorzato (Il Nordestquitidiano) 

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