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Italia…che caldo

Il 2018 si è classificato come l’anno più bollente dal 1800 con una temperatura superiore di 1,46 gradi rispetto alla media storica nei primi sette mesi dell’anno. Ma il maltempo è in agguato e alcune colture sono a rischio

II maltempo arriva in Italia in un 2018 che si è classificato fino ad ora come kl’anno più bollente dal 1800, anno in cui sono iniziate le rilevazioni, con una temperatura superiore di 1,46 gradi rispetto alla media storica nei primi sette mesi dell’anno. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione del brusco cambiamento del meteo di Ferragosto lungo tutta la Penisola, sulla base dei dati Isac Cnr.

 

E’ evidente in Italia – sottolinea la Coldiretti – la tendenza al surriscaldamento dopo che il 2017 si era classificato al sesto posto tra gli anni piu’ caldi da 218 anni con una temperatura che era risultata di 1,16 gradi superiore alla media del periodo di riferimento. Peraltro nella classifica degli anni interi più caldi ci sono nell’ordine – precisa la Coldiretti – il 2015, il 2014, il 2003, il 2016, il 2007, il 2017, il 2012, il 2001, poi il 1994, il 2009, il 2011 e il 2000.

 

Ma il 2018 è stato segnato anche – sottolinea la Coldiretti – da intense precipitazioni con nubifragi, trombe d’aria, bombe d’acqua e grandinate che hanno colpito a macchia di leopardo la Penisola con oltre mezzo miliardo di danni provocati dal maltempo all’agricoltura con coltivazioni distrutte, alberi abbattuti e aziende allagate, ma anche frane e smottamenti. Sono gli effetti – precisa la Coldiretti – dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Uno sconvolgimento che impatta duramente sull’attività agricola.

 

La perturbazione di Ferragosto – continua la Coldiretti – colpisce l’Italia in piena raccolta della frutta, dalle mele alle pesche, ma è allarme anche per i vigneti dove è appena iniziata la vendemmia, favorita dal lungo periodo di caldo. La grandine è uno dei eventi più temuti dagli agricoltori per i danni irreversibili che provoca alle colture in un anno in cui – conclude la Coldiretti – si prevede una produzione complessivamente in aumento tra 10% e il 20% con circa 46/47 milioni di ettolitri rispetto ai 40 milioni dello scorso anno, con una gara produttiva testa a testa con gli storici rivali francesi.

 

 

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