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Cronaca

La Cgil esprime la sua preoccupazione scioglimento dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria per infiltrazioni mafiose

<<Lo scioglimento dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, deliberato dal Consiglio dei Ministri per infiltrazioni della ‘ndrangheta in base all’esito dell’accesso antimafia eseguito nei mesi scorsi su richiesta del prefetto Michele Di Bari, preoccupa fortemente la CGIL di Reggio Calabria – Locri e quella della Piana di Gioia Tauro>>. Si apre così il comunicato congiunto inviato oggi dal segretario generale della Cgil Reggio Calabria Locri, Gregorio Pititto; Il Segretario generale della Cgil di Gioia Tauro, Celeste Logiacco; il segretario generale della Funzione Pubblica di Reggio Calabria – Locri, Francesco Callea ed il segretario generale della Funzione Pubblica di Gioia Tauro, Patrizia Giannotta.

<<Si tratta di un episodio – prosegue ancora la nota –  che rappresenta scenari inquietanti nell’ambito di una situazione  già  grave e carente sotto l’aspetto dei servizi resi alla comunità reggina e che come organizzazione sindacale denunciamo da troppo tempo. Ma una cosa sono le negligenze o le incapacità gestionali e amministrative, ben altro invece è purtroppo l’accertamento di infiltrazioni della criminalità organizzata in un ente pubblico quale l’Asp di Reggio Calabria non nuova allo scioglimento per tali motivazioni. La Cgil aveva da tempo riscontrato lo stato pietoso dei bilanci tant’é che ancora oggi, dopo anni di commissariamento, si registra l’impossibilità di quantificare il debito. Fatti gravissimi che si sommano alle interferenze illecite nella gestione amministrativa dell’Asp e soprattutto negli appalti prorogati da anni, senza alcuna gara pubblica, sempre alle stesse ditte in tutto il territorio reggino. Tutto ciò mentre il servizio reso, nonostante l’impegno profuso dalle innegabili professionalità della sanità pubblica reggina, in alcuni comparti medici non raggiunga obiettivamente la sufficienza a causa di carenze strumentali e logistiche, nonché di un numero inadeguato dell’organico chiamato molto spesso ad effettuare  turni di lavoro massacranti. Riguardo al decreto speciale per la Calabria annunciato dal Ministro alla Salute Grillo, accolto con favore dal premier Conte e proposto come inspiegabile panacea di ogni male della Sanità alle nostre latitudini, ribadiamo che da anni la sanità calabrese è commissariata con risultati evidentemente drammatici sia sotto l’aspetto dell’attuazione e garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza sia sotto quello della riduzione del debito. In questo contesto i numerosi tagli al personale hanno determinato un’ulteriore abbassamento della qualità e della quantità dei servizi erogati ai cittadini. L’importante pubblicazione della Cardiochirurgia del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria sul The Journal of Heart Valve Disaese, a testimonianza dell’elevato standard qualitativo raggiunto da tutto il Centro Cuore dell’Ospedale reggino, è  la prova che non servono passerelle, analisi superficiali e soluzioni tragicomiche, ma interventi concreti e investimenti pubblici per consentire alle valide professionalità del territorio di lavorare e competere in termini di ricerca e risultati raggiunti con i professionisti di tutto il mondo ed evitare che i calabresi debbano obbligatoriamente spostarsi in altre regioni per potersi curare>>.

In conclusione, si legge ancora nel comunicato: <<La riorganizzazione del sistema sanitario reggino sono possibili solo rispettando la legalità, valorizzando il lavoro, superando la precarietà, salvaguardando e aumentando i livelli occupazionali. –  Ed ancora – Come organizzazione sindacale continueremo pertanto con impegno a sollecitare le Istituzioni ad ogni livello, affinché si affrontino le situazioni di illegalità diffusa che negli anni hanno caratterizzato L’ASP reggina. Continueremo ad essere vigili, denunciando come fatto anche nel recente passato le gestioni poco chiare e  per nulla  trasparenti emblemi di una corruzione diffusa che arricchisce la ‘ndrangheta e non favorisce i lavoratori ed i cittadini utenti>>.

Maria Teresa Bagalà