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Cronaca

La cooperazione allo sviluppo per le persone disabili diventa un libro

È proprio vero che la ricerca, per essere scientifica, deve essere fatta dagli accademici? E se invece le persone con disabilità da “oggetto” della ricerca diventassero protagonisti?

Oggi solo una piccolissima percentuale di finanziamenti a dono della cooperazione internazionale va su progetti dedicati a persone con disabilità, ma pensare alla disabilità, nella cooperazione allo sviluppo, non significa più soltanto costruire ospedali e portare fisioterapisti.

Dopo la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e all’interno del framework degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, quello attuale è un momento di grande cambiamento.

Un cambiamento legato ad un approccio basato sull’empowerment e sulla costruzione di società inclusive.

Di tutto ciò si è discusso lo scorso aprile a Milano, in un convegno internazionale organizzato da tre ong: Aifo, Fondazione Don Gnocchi e Ovci-La Nostra Famiglia. Proprio da quel convegno è nata la pubblicazione “Essere persona. La disabilità nel mondo: le sfide per una nuova cooperazione allo sviluppo” che gli abbonati troveranno in allegato al numero del magazine di settembre.


Le fotografie: sono a cura di Julian Rizzon e Simone Durante per Fondazione Don Carlo Gnocchi, AIFO e OVCI

Fonte

 

 

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