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La Fivi (Federazione italiana vignaioli indipendenti) chiede più voce all’interno dei Consorzi

I Vignaioli Indipendenti chiedono un allargamento della partecipazione attiva alla vita e alle decisioni dei consorzi. Qualità e indipendenza da conflitti di interessi per gli organismi di controllo. Poggi:”serve vita all’interno dei Consorzi”

Due saranno le richieste, già presentate al Ministro dell’agricoltura, di cui si discuterà
nell’assemblea dei Vignaioli prevista per domenica mattina nell’ambito del Mercato
FIVI  (Federazione italiana vignaioli indipendenti) di Piacenza: la revisione del sistema di voto nei consorzi e la necessità di avere organismi di controllo indipendenti.
Quella sui consorzi è una battaglia che FIVI sta portando avanti da almeno un paio di
anni. La situazione attuale infatti, in alcune aree del Paese, vede il potere concentrato
nelle mani di poche aziende che producono la maggior parte del vino, detengono
maggioranze non scalabili e decidono da sole le scelte strategiche dei consorzi. Il voto in
questo modo è di fatto nelle mani di pochi grandi gruppi e cooperative, forti del fatto che i
voti siano attribuiti solo in funzione della produzione vitivinicola dell’anno precedente,
senza alcun riguardo per le “teste”: contano solo chilogrammi, litri e bottiglie. A questo si
aggiunge il fatto che la delega viene espressa dai viticoltori, soci delle cooperative, una
volta per tutte al momento della loro adesione. Ciò non solo spoglia in modo definitivo
questi viticoltori dal diritto di voto in Consorzio, ma implica che cooperative con migliaia
di ettari partecipino ai lavori dei consorzi con un peso che rende di fatto inutile la
partecipazione di altri attori. “Quello che noi proponiamo per risolvere il problema e far tornare vivace la vita all’interno dei consorzi – dichiara Matilde Poggi – è che le votazioni nell’assemblea debbano continuare a contare sulla maggioranza della produzione, ma che, accanto a questa maggioranza, debba aggiungersi una coerente percentuale di attori della filiera, che noi abbiamo identificato nel 40% degli iscritti al Consorzio. Chiediamo anche che le deleghe vengano raccolte in occasione di ogni assemblea”.
Altro problema è quello degli organismi di vigilanza e certificazione. Capita spesso infatti
che Presidenti e Direttori di consorzi siano nel CDA di questi ultimi, e che quindi
governino anche il sistema dei controlli. “Quello che chiediamo è di creare una
separazione netta fra gli organismi di amministrazione e quelli di controllo – continua
Walter Massa – istituendo il divieto di cumulo di cariche. Per evitare ogni problema
abbiamo anche chiesto l’istituzione di un intervallo minimo di 5 anni fra la cessazione del
ruolo all’interno dei consorzi e la possibilità di diventare amministratore o dirigente di un
organismo di controllo”.

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Foto sotto: la battaglia della Fivi contro la mala-burocrazia (gamberorosso.it) 

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