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Cronaca

La quadratura del Tondo Doni: Renzi annichilisce anche il capolavoro di Michelangelo

Il critico Francesco Bonami fa a pezzi l’anteprima del docufilm di Renzi su Firenze per Netflix. Intanto, lo strapagato conduttore usa il Tondo come un fondale, sempre coperto dal suo primo piano. Neanche Crozza sarebbe arrivato a tanto

Dagospia, Francesco Bonami

“Il linguaggio del corpo è magnificente. Si dedica da uomo totale (…) ad attività generose e buon per lui redditizie . E’ un grande scrittore , ci sorprenderà in modo creativo.” Sono parole di Giuliano Ferrara ( Il Foglio , mercoledi 8 settembre , 2018) dedicate a Barack Obama , modello assoluto per Matteo Renzi che , avendo sentito di un possibile ingaggio di Netflix per l’ex presidente USA con ex First Lady inclusa, si è buttato pure lui, ma senza consorte, a fare televisione creativa.

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Non credo però che  Giuliano Ferrara se avrà l’ardire o la forza  di osservare il preview di “The Renzi”, titolo da me creato temporaneamente  per il serial di otto puntate girato dall’ exexex su Florence , potrà imprestarsi le stesse parole usate per Obama. E’ dura. La performance di Renzi  davanti al Tondo Doni di Michelangelo agli Uffizi fa infatti prevedere il peggio. 

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Poi tutto è possibile e la speranza è l’ultima a morire . Non vogliamo uccidere la speranza che il sapore di questo assaggio sarà  fatto dimenticare dal resto delle puntate e che Renzi nel corso della produzione si sia trovato più a suo agio con il ruolo , (improvvisato?) di Piero o Alberto Angela che sia. Se cosi non fosse non è da  escludere però la possibilità che visto il  peso mediatico del personaggio la serie sia ugualmente un successo. Il mito è sempre più forte del trito , Bocelli docet. Tuttavia l’esperienza è momentaneamente imbarazzante .

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Ma badate bene non è che l’imbarazzo vuol nascondere il timore che Renzi rubi il mestiere a storici dell’arte e critici d’arte, a Sgarbi, Daverio o Montanari che sia. L’imbarazzo nasce dal timore che la metamorfosi kafkesca di Renzi in un Angela abbia definitivamente rubato a se stesso il mestiere che sapeva fare , quello del politico. Sostituendolo con un falso. La copia di se stesso non è però riuscita bene. Pare quasi una parodia come se avesse chiesto a Crozza d’insegnargli ad imitarsi. Insomma guardando il rottamatore interruptus lì in piedi davanti al Michelangelo che si gira verso lo spettatore stile Schama BBC viene il sospetto che la buona Agnese, a differenza della Michelle, anziché aiutarlo, stremata dalla convivenza, per levarselo di torno lo abbia mandato allo sbaraglio facendogli credere che quella fosse una puntata de La Corrida.

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Detto questo, giuro con tutto l’affetto del mondo, c’è anche la possibilità che all’estero la cosa piaccia trovando, l’ex premier folcloristico nella veste di guida DOC…e il sottotitolo potrebbe addirittura aiutare.

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