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Cronaca

Mamma Chiara sarà beata: rinunciò a curare il cancro per partorire suo figlio

La diocesi di Roma ha iniziato il processo di beatificazione per Chiara Corbella Petrillo, morta a 28 anni dopo aver rifiutato le cure che avrebbero danneggiato il feto che portava in grembo

Chiara Corbella non è una mamma come tutte le altre. Morta a 28 anni dopo aver rifiutato le cure che avrebbero danneggiato il feto che portava in grembo, Chiara desiderava con tutto il cuore e più di sé stessa di avere un figlio. Sposata con Enrico Petrillo, in precedenza aveva partorito altri due bimbi, ma erano morti poco dopo a causa di gravi malformazioni. Per questo, quando nel 2011, solo qualche giorno dopo la scoperta di una nuova gravidanza in corso, le diagnosticarono un carcinoma alla lingua, Chiara decise di rimandare le cure. Dalle analisi era chiaro che Francesco, il suo terzogenito, era completamente sano: “Per la maggior parte dei medici – scrive Chiara – Francesco era solo un feto di sette mesi. E quella che doveva essere salvata ero io. Ma io non avevo nessuna intenzione di mettere a rischio la vita di Francesco per delle statistiche per niente certe che mi volevano dimostrare che dovevo far nascere mio figlio prematuro per potermi operare”.

Così il piccolo nasce e la mamma, il 3 giugno 2011, viene subito ricoverata per la cura del tumore, ma il male si era già esteso ai linfonodi, ai polmoni, al fegato e anche all’occhio destro, che la donna copre con una benda. Chiara muore il 13 giugno 2012, ‘dopo aver detto a tutti: ti voglio bene’, si legge sul sito chiaracorbellapetrillo.it.

La sua fede era fortissima, nei suoi diari si legge: ”il Signore ha voluto donarci dei figli speciali: ma ci ha chiesto di accompagnarli soltanto fino alla nascita, ci ha permesso di abbracciarli, battezzarli e consegnarli nelle mani del Padre in una serenità e una gioia sconvolgente”. E anche durante l’ultimo periodo, la ragazza, nonostante i tanti dolori vissuti e la consapevolezza che sarebbe morta presto, ha avuto per tutti sempre un sorriso pieno di gioia. Per questa mamma coraggio di Roma, la diocesi capitolina ha iniziato il processo di beatificazione.

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