Gite scolastiche: 6511 bus irregolari. Il 15 per cento dei mezzi usati da studenti per recarsi a scuola presenta irregolarità: gomme lisce, assicurazioni scadute e come se non bastasse bisogna “fronteggiare” autisti ubriachi o drogati
E’ diventata una vera e propria “impresa” mandare i figli a scuola con i mezzi pubblici o in gita scolastica. Da Nord a Sud spesso gli autobus o le corriere usate per il trasporto non sono a norma con le leggi sulla sicurezza. Per cui ci si trova a dover “fronteggiare” autisti ubriachi, omesse revisioni, gomme lisce ed assicurazioni scadute. E le famiglie che al mattino salutano i figli prima che partano direzione scuola, sarebbe meglio si dedicassero a qualche minuto di preghiera. Dal febbraio 2016 al maggio 2018 la Polizia stradale ha controllato il 43 per cento del parco veicolare adibito al trasporto scolastico (43.061 bus) e 6511 presentavano irregolarità, vale a dire il 15 per cento. Una buona parte erano stati segnalati dai presidi nell’ambito della campagna “Gite in sicurezza”. Ben 3226 veicoli presentavano un’ampia serie di infrazioni. Ben sette milioni di studenti usano l’autobus o la corriera per recarsi a scuola o partecipare alle gite scolastiche. Ma, la gita scolastica ha perso d’attrazione, vuoi per la crisi economica che coinvolge le famiglie italiane, il timore dei genitori per la sicurezza e la minore disponibilità degli insegnanti di accollarsi un eccesso di responsabilità. E’ fondamentale che i dirigenti scolastici accertino con la massima diligenza l’assoluta affidabilità e serietà dell’agenzia di viaggio o della ditta di autotrasporti. E soprattutto non cadere nella “trappola” dei prezzi al ribasso. Esistono soluzioni al problema? Certo che sì. Basterebbe che il Miur (Ministero istruzione Università e ricerca) rendesse obbligatorio il protocollo con la Polizia sul contratto dei mezzi la mattina della gita. Coinvolgendo carabinieri e vigili.
foto sotto: in Italia parco automezzi….da rivedere (ladige.it)
