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NAPOLI, CUSTODE MUSEO “VILLA LIVIA” ARRESTATA/ Rubava opere d’arte e le (s)vendeva

Opere d’arte di enorme valore fatte sparire dal museo Villa Livia di Napoli per essere (s)vendute a clienti di fiducia, con tanto di foto inviate sui cellulari: era questo il sistema messo in piedi da Maria Grazia Mazzarella, 49 anni, custode della casa museo situata all’interno del Parco Grifeo di Napoli in cui sono state girate anche alcune scene di una puntata della prima stagione dei ‘Bastardi di Pizzofalcone’ e del film ‘La paranza dei bambini’ di Claudio Giovannesi. La donna, tra i destinatari di sei misure cautelari eseguite in queste ore a Napoli, Roma e Capua dai carabinieri del comando tutela del patrimonio culturale ed emesse dai gip di Napoli e del Tribunale per i Minorenni partenopeo, deve rispondere di una serie di furti avvenuti tra ottobre 2017 e agosto 2018 a Villa Livia con la complicità di tutta la famiglia, dal marito ai figli, compresi i minorenni. Nel complesso sono stati eseguiti due arresti in carcere, tre ai domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

NAPOLI, CUSTODE MUSEO “VILLA LIVIA” ARRESTATA

Maria Grazia Mazzarella, la custode del museo Villa Livia di Napoli è accusata di essere a capo di una presunta associazione per delinquere dedita al furto e alla ricettazione di opere d’arte. Fin dai primi mesi del 2018, in seguito alle denunce presentate ai carabinieri di Napoli e alla Stazione di Napoli Chiaia dal direttore della galleria, gli inquirenti erano rimasti insospettiti da alcuni comportamenti della donna. Dopo aver inviato la foto delle opere d’arte ai clienti, perlopiù commercianti di antiquariato e collezionisti, partiva la trattativa: opere d’arte, tra cui 22 dipinti di Scuola Napoletana del XVIII e del XIX secolo, 15 sculture in bronzo, marmi, maioliche e argenti. venivano svendute a prezzi che vanno dai 200 ai 2mila euro pur valendo anche il doppio. Un capitello in pietra risalente al I secolo a.C., in epoca romana, che era stato rubato, è stato recuperato dai carabinieri nel corso di una perquisizione eseguita un anno fa, il 16 luglio 2018. Nelle ultime ore ne sono state svolte altre otto nei confronti di altrettanti acquirenti.

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