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Cronaca

Operazione “Madame”:13 i destinatari dei provvedimenti cautelari,c’e’ anche il parroco di Monteparano

Tra i 13 destinatari dei provvedimenti cautelari disposti dal gip di Taranto nell’ambito dell‘operazione “Madame” che portato alla luce un sodalizio di ampiezza transnazionale dedito allo sfruttamento della prostituzione di ragazze prevalentemente provenienti dall’Est Europa, c’e’ anche il parroco di Monteparano (Ta), il sacerdote Saverio Calabrese, finito agli arresti domiciliari. L’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, ha provveduto immediatamente, in via cautelativa, al decreto di sospensione dell’interessato dal ministero pastorale.

Di seguito comunicato polizia di stato:

A seguito di indagini dirette dal Sost. Proc. Dr.ssa Antonella DE LUCA della Procura della Repubblica di Taranto, personale della Polizia di Stato di Taranto (Squadra Mobile – Sezione “Criminalità diffusa, extracomunitaria e prostituzione”), in collaborazione con le Questure di Lodi e Vibo Valentia, ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di 13 misure cautelari personali (di cui 8 in carcere e 5 agli arresti domiciliari) emessa dal Gip presso il Tribunale di Taranto (Dr.ssa Paola INCALZA) nei confronti di soggetti ritenuti a vario titolo gravemente indiziati dei reati di associazione a delinquere, sfruttamento/favoreggiamento/agevolazione della prostituzione, ed estorsione.

L’attività di indagine, condotta anche mediante il ricorso ad intercettazioni, ha portato alla luce un sodalizio di ampiezza transnazionale – reso ancor più stabile e solido dai rapporti di parentela e di coniugio esistenti tra alcuni dei sodali (tutti di nazionalità rumena) –, dedito allo sfruttamento della prostituzione ai danni di alcune giovani ragazze prevalentemente provenienti dall’Est Europa, che venivano collocate su strada, indotte alla prostituzione, e sottoposte a “protezione” dietro il pagamento di somme di denaro.

La vicenda ha preso le mosse dagli esiti di un servizio predisposto dalla Questura di Taranto nell’agosto 2017 per il contrasto alla prostituzione, occasione in cui effettuando dei controlli lungo la Via Alberto Sordi di Taranto, già S.P. 105, ove notoriamente esercitano il meretricio numerose cittadine straniere, si è appurato come alcune di loro si vendevano sotto il controllo locale di una 30enne rumena, a sua volta prostituta, stabilmente radicata in terra jonica (nel Comune di Faggiano), nonché testa di ponte sul territorio.

Sottoposte al “controllo” della citata donna, sorretta in ciò da altri quattro soggetti (anche loro di origine rumena, ma in posizione di sovra-ordine od intermedia rispetto alla stessa – tutti destinatari del provvedimento di cattura), le giovani ragazze corrispondevano settimanalmente somme di denaro (circa 400 euro) quale corrispettivo non solo della locazione del “posto letto” loro offerto all’interno dell’abitazione della maitresse, ma anche per poter esercitare la prostituzione nei luoghi assegnati senza correre rischi e senza alcuna ripercussione di sorta.

Comunicato della curia arcivescovile di Taranto:

In merito alle ultime gravi vicende ascritte a carico del parroco di Monteparano, il sacerdote Saverio Calabrese, si rende noto che l’arcivescovo di Taranto monsignor Filippo Santoro, ha provveduto immediatamente, in via cautelativa, al decreto di sospensione dell’interessato dal ministero pastorale.

Se le autorità competenti lo consentiranno, l’arcivescovo auspica che il provvedimento al quale don Calabrese è stato sottoposto, possa essere trascorso in un luogo diverso dal territorio parrocchiale per ovvie ragioni riconducibili alla serenità e al rispetto per la comunità monteparanese. E’ ai parrocchiani, infatti, che va il primo pensiero di paterna vicinanza di mons. Santoro in questa difficile prova.

L’arcivescovo assicura che “fin da oggi la comunita’ sara’ seguita da un sacerdote incaricato dalla curia. Attendendo le motivazioni non ancora pienamente conosciute circa le misure restrittive nei confronti di don Saverio per il quale non verra’ meno l’interessamento della Diocesi, invita l’intero presbiterio e tutta la comunita’ diocesana alla preghiera e alla fiducia nella Chiesa e nelle Istituzioni”.

(AGI)