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Cronaca

Papa Francesco «i poveri ci salvano perché sono il volto di Cristo»

Restituire ai più poveri la speranza perduta dinanzi alle ingiustizie, sofferenze e precarietà della vita. Questo esprimono le parole del salmo “La speranza dei poveri non sarà mai delusa”che dà il titolo al messaggio di Papa Francesco per la Terza Giornata dei Poveri che sarà celebrata il prossimo 17 novembre il cui testo è stato reso noto oggi, 13 giugno. Nelle parole del Papa si colgono molti richiami al popolo cristiano e alla Chiesa e il riferimento a un “grande apostolo dei poveri, Jean Vanier, che con la sua dedizione ha aperto nuove vie alla condivisione promozionale con le persone emarginate”. Papa Francesco lo descrive come un “santo della porta accanto”.

Il testo del salmo ricorda il pontefice “descrive la condizione del povero e l’arroganza di chi lo opprime”, in un’epoca in cui “gente arrogante e senza alcun senso di Dio dava la caccia ai poveri per impossessarsi perfino del poco che avevano e ridurli in schiavitù”. E adesso? Non è molto diverso “La crisi economica non ha impedito a numerosi gruppi di persone un arricchimento che spesso appare tanto più anomalo quanto più nelle strade delle nostre città tocchiamo con mano l’ingente numero di poveri a cui manca il necessario e che a volte sono vessati e sfruttati» sottolinea. “Passano i secoli ma la condizione di ricchi e poveri permane immutata, come se l’esperienza della storia non insegnasse nulla. Le parole del Salmo, dunque, non riguardano il passato, ma il nostro presente posto dinanzi al giudizio di Dio”.

Un presente in cui, elenca Papa Francesco: “Incontriamo ogni giorno famiglie costrette a lasciare la loro terra per cercare forme di sussistenza altrove; orfani che hanno perso i genitori o che sono stati violentemente separati da loro per un brutale sfruttamento; giovani alla ricerca di una realizzazione professionale ai quali viene impedito l’accesso al lavoro per politiche economiche miopi; vittime di tante forme di violenza, dalla prostituzione alla droga, e umiliate nel loro intimo. Come dimenticare, inoltre, i milioni di immigrati vittime di tanti interessi nascosti, spesso strumentalizzati per uso politico, a cui sono negate la solidarietà e l’uguaglianza? E tante persone senzatetto ed emarginate che si aggirano per le strade delle nostre città?», continua. «Quante volte vediamo i poveri nelle discariche a raccogliere il frutto dello scarto e del superfluo, per trovare qualcosa di cui nutrirsi o vestirsi! Diventati loro stessi parte di una discarica umana sono trattati da rifiuti, senza che alcun senso di colpa investa quanti sono complici di questo scandalo».

E denuncia il dramma nel dramma che impedisce agli stessi poveri la possibilità di vedere la fine del tunnel della miseria «Si è giunti perfino a teorizzare e realizzare un’architettura ostile in modo da sbarazzarsi della loro presenza anche nelle strade, ultimi luoghi di accoglienza». E aggiunge «spesso si infierisce su di loro con la violenza del sopruso. Sono costretti a ore infinite sotto il sole cocente per raccogliere i frutti della stagione, ma sono ricompensati con una paga irrisoria; non hanno sicurezza sul lavoro né condizioni umane che permettano di sentirsi uguali agli altri. Non esiste per loro cassa integrazione, indennità, nemmeno la possibilità di ammalarsi».

Forte il richiamo ai credenti cui il Papa ricorda che: “Dovunque si volga lo sguardo, la Parola di Dio indica che i poveri sono quanti non hanno il necessario per vivere perché dipendono dagli altri. Sono l’oppresso, l’umile, colui che è prostrato a terra. Eppure, dinanzi a questa innumerevole schiera di indigenti, Gesù non ha avuto timore di identificarsi con ciascuno di essi» e non si può eludere queto insegnamento perché: «Sfuggire da questa identificazione equivale a mistificare il Vangelo e annacquare la rivelazione. Il Dio che Gesù ha voluto rivelare è questo: un Padre generoso, misericordioso, inesauribile nella sua bontà e grazia, che dona speranza soprattutto a quanti sono delusi e privi di futuro».

Ed è proprio nella vicinanza ai poveri che “la Chiesa scopre di essere un popolo che, sparso tra tante nazioni, ha la vocazione di non far sentire nessuno straniero o escluso». E ricorda ancora Papa Francesco: “La promozione anche sociale dei poveri non è un impegno esterno all’annuncio del Vangelo, al contrario, manifesta il realismo della fede cristiana e la sua validità storica”.

Ai cristiani ricorda che il loro impegno in occasione della Giornata mondiale e soprattutto nella vita ordinaria di ogni giorno, “non consiste solo in iniziative di assistenza che, pur lodevoli e necessarie, devono mirare ad accrescere in ognuno l’attenzione piena che è dovuta ad ogni persona che si trova nel disagio”.
Rivolgendosi ai volontari il Papa li esorta a “cercare in ogni povero che incontrate ciò di cui ha veramente bisogno; a non fermarvi alla prima necessità materiale, ma a scoprire la bontà che si nasconde nel loro cuore, facendovi attenti alla loro cultura e ai loro modi di esprimersi, per poter iniziare un vero dialogo fraterno. Mettiamo da parte le divisioni che provengono da visioni ideologiche o politiche, fissiamo lo sguardo sull’essenziale che non ha bisogno di tante parole, ma di uno sguardo di amore e di una mano tesa”. Perché i poveri non sono numeri cui appellarsi, sono persone cui andare incontro, sono uomini, donne e bambini che attendono una parola amica. “I poveri ci salvano perché ci permettono di incontrare il volto di Gesù”.

Il testo completo del messaggio del pontefice è online qui

Fonte

 

 

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