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Cronaca

Per Telefono Azzurro è urgente una legge per verificare (davvero) l’età sui siti porno

Per Telefono Azzurro è urgente una legge per verificare (davvero) l'età sui siti porno

 (Agf)

Ernesto Caffo fondatore e presidente di Telefono Azzurro

Hai più o meno di 18 anni? Lo avranno capito anche i minorenni che per accedere ai siti pornografici basta rispondere “sì”. Ecco perché Telefono Azzurro chiede l’introduzione di una legge per verificare (davvero) l’età di chi si connette. Lo fa con un appello di Ernesto Caffo, presidente dell’associazione, e con una petizione su Change.org.

Un intervento “urgente”

Secondo una ricerca Telefono Azzurro – Doxa Kids, il 50% dei minorenni afferma che nel proprio gruppo di amici si guardano video pornografici. E la pornografia è sempre più violenta: l’82% dei contenuti contiene aggressioni fisiche, quasi sempre contro donne o ragazze. “Per i minorenni – si legge nella petizione – c’è il rischio che questi materiali risultino dannosi per la loro formazione personale, li spingano a comportamenti sbagliati e a un rapporto distorto con la sessualità”. Uno scenario che, afferma Telefono Azzurro, rende “urgente un intervento da parte delle Istituzioni per rendere sicura l’esperienza online dei minorenni”.

“Chiediamo con forza una legge per verificare l’età degli utenti sui siti pornografici”, afferma Caffo. “Sono proprio i giovani che ci chiedono di intervenire a difesa dei loro diritti online: la ricerca condotta per noi da Doxa Kids rileva che il 47% dei ragazzi vorrebbe che i social bloccassero i contenuti pornografici e violenti. Per questo oggi, in occasione del sedicesimo Safer Internet Day, chiediamo alle Istituzioni di impegnarsi con noi in modo concreto introducendo un sistema obbligatorio per legge di verifica dell’età online”. Già oggi i siti pornografici chiedono agli utenti se hanno più di 18 anni. Ma non è un argine sufficiente.

“L’autocertificazione e il parental control – continua Caffo – non bastano, non funzionano, si superano con un paio di click. Connettendo l’autenticazione a carte di credito o altri sistemi tecnologici, si possono garantire gli utenti adulti e allo stesso tempo difendere i diritti dei minorenni”.

Il modello britannico

Il modello indicato da Telefono Azzurro è quello della “age verification” che dovrebbe essere adottata a breve nel Regno Unito. Già il Digital Economy Act del 2017 indica la necessità di introdurre un controllo dell’età, rimandando però al governo modi e tempi d’introduzione. Adesso Londra sembra essere arrivata alla stretta finale, con lo studio di soluzioni che dovrebbero entrare in vigore ad aprile. I siti pornografici sono tenuti a controllare l’età degli utenti. Non è ancora chiaro se sarà la legge a indicare metodi precisi o se lascerà alle singole piattaforme la scelta del sistema da adottare (a patto che lo adottino).

Il sito ufficiale Ageverificationregulator.com parla di “diverse opzioni”, più o meno tecnologiche e che coinvolgono “società terze” che “non rendono necessaria la condivisione di informazioni personali direttamente con un sito web pornografico”. Si va quindi verso un sistema in cui un intermediario certifica l’identità digitale dell’utente, confermando le informazioni ai siti.

Il rapporto tra web e adolescenti

La ricerca Telefono Azzurro – Doxa Kids non ha indagato solo la pornografia ma, più in generale, il rapporto tra web e adolescenti. Un rapporto controverso: il 43% dei giovani fra i 12 e i 18 anni e il 53% delle ragazze si sentirebbe ansioso, agitato o perso se fosse privato per una settimana dei social. Ma il 46% ritiene che i social abbiano effetti negativi quali facilitare il bullismo, diffondere pettegolezzi o contenuti violenti, produrre discriminazione. Incontrare online contenuti negativi succede al 66% dei ragazzi. Uno sue tre vede foto o video violenti e il 43% si dichiara molto impressionato dalle immagini drammatiche.

Il 25% incontra contenuti che incoraggiano a giocare o scommettere soldi, il 23% immagini e video sessualmente espliciti. Le esperienze dirette coinvolgono invece il 57% degli intervistati: il 34% riceve messaggi di estranei, e si sale al 44% per le ragazze 15-18 anni; al 14% è capitata la richiesta di condividere informazioni personali, all’11% di essere incontrati dal vivo dopo un contatto online, e si sale al 16% per i maschi tra i 15 e i 18 anni. Al 7% è capitato di ricevere foto provocanti.

Una percentuale che sale all’11% nel caso delle ragazze di 15-18 anni. Ma non è tutto nero. Per i ragazzi i social aiutano a restare connessi con amici e famiglia, a trovare persone che nuove o che ci assomigliano, fanno sentire meno soli, connettono con abitudini e culture di tutto il mondo. Un effetto positivo rilevato complessivamente dal 75% degli intervistati, che diventa l’81% se consideriamo solo le ragazze fra i 15 e i 18 anni. Il web consente anche di trovare informazioni e di imparare cose nuove (51%), o di svolgere attività sociali (33%) come confrontare opinioni o chiedere aiuto.  

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