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San Lorenzo rialza la testa. Con un murales

San Lorenzo rialza la testa. Con un murales

“In questo momento San Lorenzo è un po’ uno specchio dell’Italia e del mondo in generale: mette insieme persone che hanno interessi diversi ma che hanno dimenticato di pensare a un bene comune”. Charles Bossou è membro del direttivo del comitato di quartiere San Lorenzo di Roma e all’Agi racconta la vita nel quartiere della Capitale finito al centro dell’attenzione a fine ottobre quando, in uno stabile occupato abusivamente, perse la vita la sedicenne Desirée Mariottini.

L’area, a fine ottocento quartiere popolare degli operai edili, oggi è sede dell’università La Sapienza, l’ateneo più grande d’Europa con oltre 100 mila iscritti, e il suo profilo ne è uscito in parte trasformato. Dopo la morte della giovanissima ragazza di Cisterna di Latina, San Lorenzo divenne per molti il simbolo del degrado di Roma. “Quello che è accaduto è stato il risultato di dieci anni di problemi che sono andati peggiorando – commenta Bossou -, il nostro è un quartiere lasciato un po’ all’abbandono dall’istituzione. I problemi? Lo spaccio di droga, l’assenza di cura del verde pubblico e un tipo di movida scatenata che non si preoccupa del quartiere”. Una serie di fattori che “hanno creato una situazione un po’ complicata per i residenti”.

San Lorenzo rialza la testa. Con un murales

 Afp

 Desirée, manifestazione a San Lorenzo

“Più attenzione ma spaccio e incuria non si risolvono in tre mesi”

Da tre mesi a questa parte, dopo cioè il caso di Desirée, “c’è stata maggiore attenzione da parte di Municipio, Comune e forze dell’ordine: abbiamo percepito di più la presenza dei poteri pubblici, ma per risolvere i problemi di fondo ci vorrebbe un coordinamento sul territorio” tra i vari soggetti che hanno il compito di mantenere il decoro della zona. “Oggi non succede perché alcune competenze sono del Prefetto, altre del Comune e altre ancora del Municipio. Le azioni ci sono, ma finché non si attacca il problema di fondo è difficile ottenere risultati concreti e di lungo termine”, spiega Bossou. I guai più grossi sono appunto lo spaccio e l’incuria dovuta anche ai problemi nel raccogliere l’immondizia: “Tutti i problemi messi insieme danno un senso di degrado del quartiere. Questo però non corrisponde ala realtà dei suoi residenti”.

San Lorenzo tra passato e futuro: un murales ne racconta la storia

Nel cuore del borgo, sui muri di due stabili in via dei Piceni e a due passi dal cimitero monumentale del Verano, lo street artist Lucamaleonte ha realizzato un enorme murales dedicato al quartiere e alla sua storia: si chiama “Patrimonio indigeno” ed è un grande collage dei simboli della zona: dalla graticola rovente sulla quale San Lorenzo venne condannato ai papaveri rossi simbolo delle vittime delle guerre, dalla mano di Cerere, la dea dell’agricoltura, ai picchi, dedica al popolo piceno a cui è intitolata la via, fino al serpente di Minerva che ricorda La Sapienza.

“Il murales è la storia del quartiere – commenta Bossou – ma anche la sua identità attuale. Con l’università si è trasformato da popolare a giovanile e il tipo di residenti è un po’ cambiato, questo sì. Chi parla di San Lorenzo, però, spesso la guarda soltanto di notte, quando vive senza regole. In pochi la conoscono di giorno: la verità è che ci convivono le famiglie che si trovano qui da anni, quelle di giovani appena arrivati, gli studenti e gli immigrati”.

Il Comitato cerca di far comunicare le tante anime di San Lorenzo

San Lorenzo non ha quindi perso la sua vocazione: “La coesione sociale c’è ancora – assicura Bossou – Ciò che manca sono punti di raccolta comuni, perché ognuno vive un po’ quello che vuole”.

Il Comitato, in questo senso, cerca di fare da collante tra le diverse istanze dei suoi residenti: “Proviamo a portare attorno a un tavolo tutte le sfaccettature di chi vive qua oggi, a funzionare da punto di raccolta e di integrazione”. Ogni settimana si riunisce in un assemblee aperte al pubblico dove tutti portano idee per migliorare il quartiere, mentre il direttivo è organizzato “in tavoli tecnici: ne abbiamo diversi, dedicati a temi come verde pubblico, commercio, sicurezza, progetti culturali e valorizzazione del territorio”.

San Lorenzo rialza la testa. Con un murales

 Desiree Mariottini

All’Epifania, per esempio, i cittadini si sono organizzati per raccogliere le calze della befana da consegnare ai bimbi ospiti del centro di neuropsichiatria infantile del quartiere; lo scorso anno, in occasione del 75esimo anniversario del bombardamento che rase al suolo San Lorenzo, il Comitato organizzò una serie di eventi e mostre. L’obiettivo, oggi un secolo fa quando i cittadini della zona insorsero e cercarono di bloccare la Marcia su Roma, è lo stesso: “Creare un’identità comune delle varie tipologie di persone che vivono qua”.

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