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Cronaca Sardegna

Sardegna: il debutto dello scontrino elettronico

SCONTRINO ELETTRONICO – Oggi debutto anche in Sardegna per il nuovo
“registratore telematico”: moratoria sanzioni fino a dicembre. Obbligo
per le attività con volume d’affari superiore ai 400mila euro.
Matzutzi (Presidente Confartigianato Sardegna): “Lavoriamo per
migliorare il decreto”.

Ha debuttato, questa mattina, anche in Sardegna, lo scontrino
elettronico. Obbligatorio, per ora, per tutte le attività artigiane,
commerciali e di somministrazione con volume d’affari superiore a
400mila euro, rivoluzionerà il punto cassa e l’amministrazione di un
consistente numero di imprese sarde. Infatti, si passerà dall’attuale
cassa “fisica” a un’infrastruttura completa e certificata con la
funzione di memorizzazione e invio dei corrispettivi, con la garanzia
di una connessione sicura e inalterabile diretta all’Agenzia delle
Entrate.

La relazione tecnica del provvedimento che introduce l’obbligo –
decreto legge 119 del 2018 – indica che, a livello nazionale, sono 1
milione 157 mila le imprese e lavoratori autonomi che operano con
scontrini a cui si sommano 575 mila soggetti che operano solo con
ricevute, per un totale di 1 milione 732 mila imprese e autonomi con
scontrini e ricevute, da cui si stimano poco più di 250 mila soggetti
con un volume d’affari superiore a 400 mila euro.

Una analisi settoriale – seppur indicativa – dei settori interessati
dall’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica
si può desumere dalla distribuzione per comparti dei contribuenti che
effettuano operazioni imponibili ai fini IVA verso consumatori finali,
utilizzando in gran parte scontrini e ricevute fiscali. Prevale il
settore del Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di
autoveicoli e motocicli con il 28,6% dei contribuenti con operazioni
B2C, seguito da Attività professionali, scientifiche e tecniche con il
14,4%, Costruzioni con 13,6%, Attività dei servizi di alloggio e di
ristorazione con 11,8%, Attività manifatturiere con 7,7%, Altre
attività di servizi – in cui sono comprese imprese di riparazione pc e
beni per uso personale e per la casa, lavanderie, tintorie, saloni di
barbiere e parrucchiere, istituti di bellezza e pompe funebri – con il
5,6%.

“E’ un cambiamento importante che avrebbe richiesto più tempo –
commenta Antonio Matzutzi, Presidente di Confartigianato Imprese
Sardegna – perché questa scadenza ha già creato caos anche per via dei
ritardi nell’emanazione dei decreti attuativi e delle difficoltà
oggettive legate al cambiamento tecnologico in atto”.

Infatti, secondo le segnalazioni ricevute dall’Associazione Artigiana,
moltissime imprese hanno incontrato, e incontreranno, difficoltà sia
nell’installazione dei nuovi registratori telematici, sia
nell’adeguare l’attuale misuratore fiscale. Le problematiche nascono,
principalmente, dai numerosi provvedimenti che nel corso degli anni si
sono susseguiti in merito alla certificazione delle prestazioni di
servizi tramite ricevute fiscali e alla necessità di dover “adattare”
gli stessi al nuovo adempimento. Ci si riferisce, in particolare,
all’obbligo di rilascio del documento commerciale, unicamente per
finalità di controllo, all’atto dell’ultimazione della prestazione
anche se l’importo della stessa non è determinato o pagato. Come pure
all’obbligo di emissione del documento commerciale in presenza di
prestazioni eseguite in garanzia, senza addebito di importo, al
cliente. Queste e altre particolarità devono essere gestite tramite il
registratore telematico.

Su richiesta di Confartigianato Imprese, in relazione a tali
situazioni di criticità, nello stesso Decreto “Crescita” è stato
previsto che “per un periodo di sei mesi dall’avvio del nuovo obbligo,
la non applicazione di sanzioni “in caso di trasmissione telematica
dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri entro il mese
successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fermi restando i
termini di liquidazione dell’imposta sul valore aggiunto”.

“L’operazione – continua Matzutzi – purtroppo non sarà senza costi per
le imprese: artigiani e commercianti, infatti, dovranno sostituire o
“aggiornare” i registratori di cassa investendo fra gli 800 e i mille
euro. In compenso otterranno un credito d’imposta del 50 per cento
entro la soglia massima di 250 euro (50 euro nel caso di
ammodernamento di una vecchia macchina)”.

Per questo motivo Confartigianato Imprese  ha sottoscritto con la
Custom Spa, azienda leader nel settore, una convenzione attraverso la
quale le imprese associate possono acquistare un registratore di cassa
a condizioni economiche esclusive, con sconti pari al 28%. Gli
apparati in convenzione sono di 3 tipologie e coprono segmenti di
mercato diversi a seconda delle differenti esigenze degli associati e
i prezzi sono comprensivi delle operazioni di messa in servizio degli
apparati.

Per informazioni e ordini sono a disposizione le associazioni
provinciali in tutta la Sardegna. Le imprese che acquisteranno un
registratore di cassa possono usufruire di un ulteriore importante
abbattimento del costo dell’apparato attraverso un credito di imposta
pari al 50% della spesa sostenuta, con un massimo di 250 Euro.

In ogni caso, questo è soltanto l’anticipo della vera, importante
consistente, “rivoluzione” che arriverà il 1° gennaio prossimo.
Secondo quanto appena stabilito dal “Decreto Crescita”, tutte le
attività soggette a IVA, quindi anche gli artigiani e i commercianti
al minuto con fatturato annuo inferiore a 400.000 euro, saranno
obbligate al nuovo scontrino.

“Siamo preoccupati sia per gli artigiani sia per le imprese – conclude
Matzutzi – che operano in una sede non fisica e nei territori che
soffrono la carenza di connessione web. Per questo continueremo a
batterci affinché il Decreto possa essere migliorato, consentendo alle
imprese di operare con il minor impatto burocratico possibile”.

Confartigianato Sardegna ricorda come solo una fetta limitata dei
sardi possa beneficiare della banda ultra larga, un servizio ormai
essenziale. Un recente studio dell’Associazione di Categoria
sull’offerta di accesso ad Internet in banda ultra larga, ha rivelato
come la nostra Isola, a livello nazionale, con una copertura del 53,8%
della popolazione (dato composto da una quota del 28,5% relativa alla
velocità 30-100 Mbps e da una quota del 25,2% relativa alla velocità
100-1.000 Mbps), occupi appena il 15esimo posto. A livello provinciale
sardo, le più fortunate sono le famiglie di Cagliari, il cui
territorio è coperto al 72%. Seguono quelle di Sassari (copertura al
55,9%), del Medio Campidano (55%), Carbonia-Iglesias (49%), Olbia
Tempio (41,2%), Nuoro (38,6%), Oristano (32,3%). Chiude, ultima
nell’Isola e a livello nazionale, l’Ogliastra con solo il 13,2% dei
nuclei familiari coperti.

Alcune categorie esonerate dal rilascio dello scontrino:

L’elenco è molto lungo e parte dai tabaccai e da chi vende altri beni
commercializzati esclusivamente dai Monopoli. Ci sono anche i
produttori agricoli, i giornalai, e anche i notai, almeno per le
prestazioni per le quali sono previsti onorari, diritti o altri
compensi in misura fissa, nonché i protesti di cambiali e di assegni
bancari. Scommesse e new slot, ma anche la custodia e amministrazione
di titoli ed altri servizi resi da aziende o istituti di credito da
società finanziarie o fiduciarie e dalle società di intermediazione
mobiliare. Fumisti e i più classici ciabattini, ombrellai e arrotini
in forma itinerante. Le sarte e ricamatrici senza collaboratori o
dipendenti, calzolai e tutti coloro che vendono cartoline e souvenirs,
palloncini, giochi per bambini, gelati, dolci e caldarroste, olive
“fusaie” non muniti di attrezzature motorizzate. La vendita di panini
e bevande agli stadi, alle stazioni, nei cinema e nei teatri.

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Federico Marini
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