Prima Pagina>Cronaca>Se la mamma lavora, la dispersione scolastica cala
Cronaca

Se la mamma lavora, la dispersione scolastica cala

Gli alunni che hanno abbandonato il sistema nazionale di istruzione e formazione, nel passaggio tra il I e il II ciclo – per intenderci dopo la terza media – sono complessivamente pari a 8.130, pari allo 0,48%. Anche nel passaggio tra cicli scolastici, il fenomeno della dispersione interessa maggiormente la popolazione studentesca maschile rispetto a quella femminile: l’abbandono complessivo per gli alunni maschi è stato dell’1,61% e quello delle femmine dell’1,27%. In questo caso quantificare la dispersione territorio per territorio è più complesso perché alcune regioni hanno aderito al sistema di iscrizioni on-line ai corsi IeFP per l’anno scolastico 2017/2018 (Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Molise, Sicilia e Liguria) e quindi l’Anagrafe tracci anche questi studenti, mentre per le regioni che non hanno aderito non è possibile sapere se i ragazzi mancanti all’appello sono veramente in dispersione scolastica o sono iscritti a corsi regionali di Formazione Professionale: è il caso ad esempio del Friuli Venezia Giulia, che ha un tasso di abbandono del 3,6%, dato che però non può essere considerato reale abbandono dal sistema scolastico e formativo.

Complessivamente, con i primi tre tasselli del puzzle, arriviamo a 19.960 abbandoni complessivi, pari al 1,17%.

Veniamo ora alla scuola secondaria di II grado. Il dato complessivo qui è di 99.272 abbandoni complessivi (3,81%), composto da 35.491 abbandoni nel corso dell’a.s. 2016/2017 e 63.781 fra quell’anno e l’inizio dell’anno scolastico successivo. La differenziazione per genere sul fenomeno della dispersione scolastica è, per gli alunni della scuola secondaria di II grado, piuttosto marcato: per la popolazione studentesca maschile l’abbandono complessivo è stato del 4,6% e per la popolazione femminile del 3%. Il primo anno di corso è quello su cui si salta più facilmente: l’abbandono è stato pari al 6,2% (1,8% nel corso dell’a.s. 2016/2017 e 4,4% nel passaggio all’a.s. 2017/2018); per gli anni di corso successivi è stato più contenuto, attestandosi per il II anno al 3,9%, per il III al 3,7% e per il IV anno di corso al 3,6%. Anche per la scuola secondaria di II grado le regioni del meridione hanno riportato mediamente la percentuale di abbandono complessivo più elevata, pari al 4,7% per le regioni insulari e al 3,9% per quelle del Sud. Il Nord Ovest presenta una percentuale di abbandono del 3,8%, le regioni dell’Italia centrale in media del 3,5% e quelle del Nord Est del 3,3%. Per la scuola secondaria di II grado, il tasso di abbandono complessivo è stato più elevato nelle scuole paritarie, con una percentuale del 7%, rispetto a quello registrato nelle scuole statali, pari al 3,7%. Ancora una volta, impatta cittadinanza: la percentuale di alunni stranieri che hanno abbandonato la scuola è del 10,5% contro il 3,3% riportato dagli alunni con cittadinanza italiana. In particolare, gli alunni con cittadinanza non italiana nati all’estero, hanno un tasso di abbandono complessivo pari all’11,8%, più elevato quindi di quelli nati in Italia. I licei hanno presentato mediamente una percentuale di abbandono complessivo dell’1,8%, per gli istituti tecnici la percentuale è stata del 4,3% e per gli istituti professionali del 7,7%. La percentuale di abbandono più elevata è relativa a percorsi IeFP (realizzati in regime di sussidiarietà presso le scuole), con un abbandono complessivo del 9,9%.

Fonte

 

 

https://blogcq24.net/

Il Network dei Blogger indipendenti seguici su Telegram

Rispondi