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Sei incinta? La mia azienda ti assume

“La mia società è fatta di persone non di numeri e se una dipendente ha una necessità la aiutiamo”, dice Christian Bracich, titolare della Cpi di Trieste. “E mi hanno offerto pure un contratto a tempo indeterminato”, racconta Delia, mamma fortunata

Trieste – “Quando ho detto al mio capo di essere incinta, mi ha offerto il lavoro a tempo indeterminato”. Ecco le buone notizie che Corrierequotidiano.it vorrebbe raccontare tutti i giorni, ma che invece, purtroppo, sono molto rare. Repubblica ha raccolto la vicenda personale di Delia Barzotti, palermitana d’origine, rimasta incinta dopo un anno dall’assunzione a tempo determinato alla Cpi-Eng, un’azienda triestina di ingegneria e progettazione meccanica che applica una filosofia di buon senso e a favore delle mamme, tanto che ha allestito uno spazio di co-working, con area bimbi e educatrice a disposizione, e orari di lavoro flessibili. “Dopo la maternità obbligatoria e la nascita di Ludovica sono subito tornata a lavoro. L’ho chiesto io. Mi bastano un computer e un telefono“, continua Delia, che comunque precisa come sia importante creder nell’azienda per cui si lavora e che per ottenere benefici sia anche necessario mettere dedizione in ciò che si fa. E così, in attesa di mandare la piccola di quattro mesi all’asilo nido, oggi Delia lavora due giorni alla settimana all’interno dello spazio di lavoro condiviso, dove, nello stesso tempo può guardare la bambina a vista.

Per pagare lo spazio ho comunque lo stipendio pieno e, dopo il tempo indeterminato, mi hanno dato addirittura un aumento“, sottolinea Delia, che con Ludovica è al secondo figlio. “Anche con il primo sono stata fortunata, ma mi è capitato di firmare anche dimissioni in bianco per il mio essere mamma“. 

Christian Bracich, titolare della Cpi, crede nelle scelte che ha fatto, spinto anche dalla sua esperienza personale di essere papà: “L’azienda è fatta di persone, non di numeri. È questa la nostra filosofia. Se una persona è valida, va valorizzata“, precisa, aggiungendo che tutte le donne presenti nella sua azienda siedono in posizioni di management

Siamo aperti a nuove esperienze. Ad esempio ho appena assunto in part time Alessia. Ha un bambino di sei mesi e dove lavorava prima non accettavano l’orario ridotto. Il lavoro è come una famiglia, bisogna trovare il modo per non far andare via le persone“.

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