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Cronaca

“Striscia, aiutaci tu! Il Comune non ci ascolta e il mercato coperto langue”

I titolari dei punti vendita hanno manifestato, più volte, al Comune la loro preoccupazione per il futuro incerto del mercato coperto. La risposta rimanda al 2020 eventuali progetti di riqualificazione

AOSTA. “Siamo più che intenzionati a rivolgerci a ‘Striscia la notizia’, nel momento in cui il Comune continua a non darci spiegazioni convincenti. Assistiamo alla chiusura di box e al perdurare del ‘vuoto’ commerciale”.

  Sono sul piede di guerra i titolari dei punti vendita del mercato coperto in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto, oggetto, da anni, di un  estenuante  ‘tiro alla fune’ con l’amministrazione cittadina. Una situazione paragonabile ad un ‘puzzle’ in cui manca sempre la scheda finale che gratifichi il ‘giocatore’.

  In questo caso, però, il ‘gioco’ si sta facendo insopportabile nel momento in cui gli amministratori non sembrano ascoltare i suggerimenti degli esercenti. Dei 22 box allestiti al piano di entrata per la vendita di generi alimentari, 11 sono chiusi; 4 quelli aperti con attività che, oltre agli alimentari, propongono anche fiori e piante.

 Dicono i commercianti: “Abbiamo prospettato la possibilità di riaffittarli senza alcun esborso per la ristrutturazione. Potrebbe essere il riavvio di una graduale rinascita di questo mega negozio. Niente. Ci è stato risposto che il tutto si sbloccherà tra due anni”.  Periodo che, per i pochi esercenti rimasti amplifica la preoccupazione e per coloro che hanno abbassato la serranda definisce la certezza di una politica commerciale dai contorni incomprensibili. Il problema continua, in ogni caso, ad essere sempre lo stesso: l’incertezza della sorte del mercato coperto. La desolazione regna sovrana. La struttura sta vivendo il suo culmine in negativo.. Motivo? Difficile dare una spiegazione. La recessione, ormai, ha allentato le sue spire e non sembra avere più nulla di attinente con la crisi di un ambiente che, nella stragrande maggioranza delle città turistiche è considerato un ‘salotto’, un punto di aggregazione e un punto di riferimento commerciale a prezzi contenuti.

  La professionalità e l’impegno dei pochi commercianti rimasti controbatte il calo a picco delle vendite. La riduzione dei prezzi, i ‘pacchetti’ di offerte confermano la volontà di non soccombere a ‘budget’ ridotti ai minimi termini.

  Si punta il dito contro la carenza di agevolazioni logistiche. I parcheggi, innanzitutto, disincentivano l’afflusso di residenti nella ‘cintura’ della città. “Dove andiamo a posteggiare?”, interrogano, guardando il ‘vuoto’ dei dintorni.. 

  L’ingresso in un giorno feriale qualunque in questo immobile riserva un ‘panorama’ desolante: il primo piano destinato ai banchi di frutta e verdura si caratterizza per il totale abbandono di rivenditori. Rimbomba la voce di chi manifesta il suo stupore.

  Altrettanto disincentivante è l’ingresso al piano terreno. Le ‘serrande selvagge’ sono state ingentilite da piante e vasi di fiori, ma gli addetti comunali ne hanno ordinato lo sgombero. “Forse, è meglio far vedere il disordine degli interni”, sbotta chi si preoccupa, a dispetto della realtà senza sbocchi, di garantire un’accoglienza dignitosa. Iniziative che denotano un grande attaccamento alla loro attività e una ferma volontà di non ‘gettare la spugna’. 

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