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Cronaca

Telecamere negli asili e nelle strutture per disabili, sì ai soldi (ma non è la legge)

La legge che introduce la videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili, approvata alla Camera in autunno e poi in discussione in Commissione Affari Costituzionali del Senato, ha la sua dote. La copertura non è nella legge, ancora in discussione in Commissione ma in un emendamento presentato al disegno di legge n. 1248 (cosiddetto “decreto sblocca cantieri”) in commissioni lavoro e ambiente e sottoscritto dai rappresentanti di tutti i Gruppi. Obiettivo? «Superare i problemi di copertura del provvedimento», aveva annunciato lo scorso 8 maggio la relatrice Gabriella Giammanco in Commissione.

Oggi l’emendamento è stato approvato, lo sblocca cantieri è pronto per l’Aula del Senato. L’emendamento porta le firme dei senatori Saponara, Grassi, Giammanco, Pirovano, Parrini, Pagano, De Petris, Ronzulli, Campari e prevede l’istituzione presso il Ministero dell’interno di un fondo con una dotazione di 5 milioni di euro per l’anno 2019 e 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2024 per « l’installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso presso ogni aula di ciascuna scuola nonché per l’acquisto delle apparecchiature finalizzate alla conservazione delle immagini per un periodo temporale adeguato» nei «servizi educativi per l’infanzia e nelle scuole dell’infanzia statali e paritarie».

Stesse cifre, ma in un fondo allocato presso il Ministero della Salute, per l’installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso presso «strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità, a carattere residenziale, semiresidenziale o diurno».

L’emendamento risolve la questione delle coperture, ma non fa in alcun modo cenno a tutti i nodi connessi all’istallazione delle telecamere, dalla formazione del personale a chi potrà vedere le registrazioni. Temi che inveve la proposta di legge affronta. Non c’è quindi propriamente alcuna legge sulla video-sorveglianza per il momento, ma solo dei fondi ad hoc, come era avvenuto ad esempio già con la legge sul dopo di noi. Spetta quindi alla Commissione Affari Costituzionsli, con la certezza dei due fondi, licenziare una legge su un tema così sensibile. Un compito che certo l’endamento odierno non assolve.

Qui le riflessioni fatte sul tema su VITA.it con Daniele Novara, pedagogista.

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Foto Unsplash

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