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Cronaca Economia

Unicredit ha deciso di lasciare navigare da sola Finecobank

Unicredit ha deciso di lasciare navigare da sola Finecobank, cedendo gradualmente la sua partecipazione nel capitale di quest’ultima. Secondo indiscrezioni del Financial Times la public company italiana starebbe puntando Commerzbank.

Ignorando i tecnicismi, proviamo a capire cosa starebbe succedendo. Nel 1981 è stato istituito un indice per misurare lo stato di salute delle banche europee. L’indice è partito da 100 e dopo oltre 35 anni è ancora a 100, significa che in tutto questo tempo le banche non hanno prodotto valore.

Nonostante le numerose ristrutturazioni del sistema bancario dei vari Paesi, l’Italia è a oggi l’ultimo Paese ad averne avviata una; per questo motivo i nodi sono venuti al pettine tutti insieme (Banca Etruria, CariFe, Popolare di Vicenza…). Questo ha anche generato incertezza sulla condotta delle “vecchie gestioni” nell’ambito della tessitura finanziaria del sistema creditizio; anche per questo non si riescono a trovare investitori, soprattutto esteri. 

L’eccezione che conferma la regola è proprio Fineco, una delle migliori banche al mondo, perché ha una storia semplice, giovane e trasparente, ed è raccomandata dall’85% dei suoi clienti. E allora perché Unicredit se ne disfa? Indiscrezioni piuttosto accreditate sostengono che dall’interessamento di Piazza Cordusio per Commerzbank nascerebbe un nuovo istituto, con base in Germania e quotazione in Italia

Unicredit è una public company, lo abbiamo ricordato prima, tuttavia dopo un decennio di aumenti di capitale quest’ultimo è stato diluito al punto tale che gli azionisti italiani, a oggi, avrebbero un peso del tutto marginale. Detto questo, essendo lo Stato tedesco il maggiore azionista di Commerzbank, non si può escludere che la nuova banca abbia la Germania come principale azionista.

Unicredit è l’unica banca italiana in Europa cosiddetta “sistemica”, cioè un istituto di credito così grande e con una raccolta (soprattutto internazionale) così importante che non può fallire. Eppure Unicredit ha il 40% dei depositi in Italia. Ogni banca sistemica è ancorata al Paese di origine perché, alla fine, questo rappresenta la garanzia più importante per gli investitori e per i depositanti.

Questo è vero perché non esiste una nazione che possa consentire alla sua banca sistemica di mettere a rischio il credito alle imprese o che azzerando il risparmio (Bail-in) si distruggano i consumi interni. E allora perché lo Stato italiano consente alla sua banca sistemica il finanziamento di importanti progetti in altri Paesi? Non che questo sia negativo, ma la Germania ha già chiarito che su Commerzbank vigilerà e manterrà il controllo in ogni caso.

In Italia nessuno si è espresso in tal senso, allo stato dell’arte, seppure nulla di certo sia ancora noto, nessuno si sta preoccupando di capire quale “sistema Paese” si stia tutelando. Ricordiamo che i risparmi nella pancia di UniCredit sono italiani e gli aumenti di capitale degli ultimi dieci anni sono stati sostenuti anche da investitori italiani.

 

FONTE :https://www.interris.it/opinione/unicredit-si-sgancia-da-fineco–cosa-sta-succedendo