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Addio Lindsay Kemp, il coreografo del rock cresciuto alla scuola di Marcel Marceau

Coreografo e ispiratore di grandissimi della musica come David Bowie, Peter Gabriel e Kate Bush, Lindsay Kemp è morto a Livorno, città in viveva da molti anni e di cui diceva: "Qui mi sono sentito a casa, l’affetto della gente mi dà ispirazione"
Lindsay Kemp

Il mondo della danza piange la morte di Lindsay Kemp, morto nella notte a Livorno all’età di 80 anni. Coreografo, attore, ballerino, mimo e regista, è stato uno dei più geniali esponente della cultura underground, ispiratore di grandissimi della musica come David Bowie, Peter Gabriel e Kate Bush. 

Nato a Cheshire, sull'Isola di Lewis in Inghilterra, il 3 maggio 1938, Kemp ha segnato la storia del teatro e della danza e le sue coreografie contribuirono a rendere leggendari nel 1972 i concerti di The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars del suo allievo David Bowie, per il quale si esibì durante i concerti al Rainbow Theatre.

La sua arte come mimo influenzò le movenze del 'Duca bianco' e, più tardi, anche di Kate Bush. Proprio l'arte del mimo e la capacità di comunicare sensazioni ed emozioni senza parlare, imparate alla scuola di Marcel Marceau (che, a suo dire, gli aveva "dato le mani") furono una caratteristica di Kemp, oltre a quello sguardo alla Pierrot e quegli occhi vispi e impertinenti. 

 

Cacciato dall'accademia navale dopo aver interpretato Salomè vestito solo di carta igienica, amava raccontare di essere stato messo alla porta non per aver offeso la morale, ma per lo speco di carta igienica. Dopo aver lavorato in diverse compagnie, nel 1962 fondò la sua 'The Lindsay Kemp Dance Mime Company'. Lo spettacolo che gli diede popolarità è Flowers, prodotto nel '68 con 500 sterline ricevute in eredità da una zia. "Da lì per 25 anni ho girato tutto il mondo, sempre attaccato per oscenità", raccontò in un'intervista. Precursore di un genere di danza onirico, ricco di contenuti e ispirazione, forte di effetti spettacolari ottenuti attraverso l'uso sapiente della musica e delle luci, Kemp ha interpretato una delle correnti più fantasiose del teatro-danza europeo, reinventando l'arte del mimo e influenzando molte compagnie che, soprattutto a partire dalla seconda metà degli anni Settanta, hanno contribuito a rinnovare i fasti della danza classica e contemporanea. 

Fra gli anni Settanta e Ottanta lasciò un segno indelebile con la sua messa in scena dei concerti di David Bowie, ma sono rimaste nella storia anche le sue collaborazioni con Mick Jagger dei Rolling Stones, con Kate Bush e Peter Gabriel. "Nelle mie lezioni di danza c'erano rockstar e attori di Hollywood. Non c'erano solo Bowie o Peter Gabriel, c'era Mia Farrow, c'era Sandy Powell, la famosa costumista, che ha studiato con passione i miei insegnamenti”. Su David Bowie, in particolare, disse: "Come ballerino non è che si sapesse muovere egregiamente all'inizio, cosa che non possiamo dire di Mick Jagger o, per esempio, di Michael Jackson. Aveva, certo, una grazia naturale, era favolosamente carismatico e aveva un talento versatile". 
 

Lindsay Kemp dirigeva un corso di danza al Teatro Goldoni a Livorno, città in cui viveva da molti anni, residente in un vecchio condominio degli anni Settanta, lungo i Fossi Medicei. Del suo legame con la città toscana aveva così parlato in un’intervista a Il Tirreno: “Mi sono innamorato di Livorno tanti anni fa quando sono venuto con Flowers al Goldoni. Sono nato in una città col porto, il mare. Ma la differenza la fa la gente di Livorno. Qui mi sono sentito a casa, più che in ogni altra parte del mondo, ho trovato grande umanità, ho ricevuto un magnifico benvenuto, per le strade, nei bar, al mercato, soprattutto al mercato, che è qui accanto. Non mi importa della nobiltà, della celebrità, mi piacciono le persone normali, sincere, di cui ti puoi fidare. L’affetto della gente mi dà stimoli e ispirazione”.

Lindsay Kemp