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Reportage Tokyo: quattro flash sulla metropoli che ha conquistato il turismo italiano

di Marco Restelli
Fino a poco tempo fa visitavano il Giappone ventimila italiani ogni anno. Oggi sono centomila all'anno, e aumentano ancora. Al cuore di questo boom c'è Tokyo: affascinante, sorprendente, tecno-ecologica. Ecco quattro aspetti imperdibili
Le luci e il passaggio pedonale di Shibuya a Tokyo. Copyright Marco Restelli
Le luci e il passaggio pedonale di Shibuya a Tokyo. Copyright Marco Restelli

Quattro foto, quattro flash. Un breve reportage di CorriereQuotidiano.it per portarvi a Tokyo. Una metropoli fra le più affascinanti del mondo.

1) SHIBUYA (foto sopra)
Quando i semafori diventano verdi una marea arriva da ogni direzione, ma non è una marea di auto: sono pedoni. Fiumi umani che arrivano da otto direzioni diverse su altrettanti passaggi di strisce pedonali, illuminati di notte dalle mille luci dei neon. Perché questa è Shibuya, il più spettacolare incrocio pedonale del mondo, due milioni di persone al giorno: qui si sente pulsare il cuore di Tokyo, la New York asiatica che non dorme mai. E qui ci si dà appuntamento, davanti alla statua del cane Hachiko ( reso famoso dal film con Richard Gere).
Già ma perché così tanti pedoni? Perché l’utilizzo dell’automobile a Tokyo è in diminuzione. Merito di una eccellente rete di metropolitana con treni frequenti, veloci, sicuri, puliti. E che arrivano in ogni angolo della città. Perciò le auto restano spesso in garage. E a Tokyo, nonostante i 12milioni di abitanti, l’inquinamento è in calo.
 

2) GUNDAM

La statua di Gundam a Odaiba, Tokyo. Copyright Marco Restelli
La statua di Gundam sull'isola di Odaiba nella baia di Tokyo. Copyright Marco Restelli


È alto, è bello, è tecnologicamente avanzato... e l'anno prossimo compirà 40anni portati benissimo. Sto parlando di Gundam, che cominciò a conquistare il cuore dei ragazzi di tutto il mondo nel 1979, con una serie televisiva di cartoni animati: Kidō Senshi Gandamu, "Gundam il guerriero mobile".   Quella che vedete qui è la sua statua, alta quasi 20metri, che si erge sull’isola artificiale di Odaiba, nella baia di Tokyo. La capitale giapponese è l'unica città al mondo che abbia dedicato una statua a un robot. Perché? Per tre ottimi motivi: primo, perché tutto l'immaginario collettivo giapponese degli ultimi decenni è stato espresso al meglio dai manga (fumetti) e dagli anime (cartoni animati) fra i quali uno dei più amati è appunto Gundam. Secondo motivo: il Giappone adora i robot ed è, insieme a Corea del Sud e Cina, all'avanguardia mondiale nella produzione di nuove tipologie di robot con vari usi (compreso l'uso domestico). Terzo motivo: il robot-guerriero è la trasposizione contemporanea del mito del samurai. Una vera "macchina da guerra" che nascondeva all'interno i propri sentimenti, così come Gundam e altri tecno-guerrieri all'interno del robot contenevano un ragazzo che li guidava.
 

3) LUOGHI E COSTUMI DELLA TRADIZIONE

Matrimonio shintoista a Tokyo. Copyright Marco Restelli
I partecipanti a un matrimonio shintoista diretti al Santuario imperiale Meiji, Tokyo. Copyright Marco Restelli


Se pensate che il Giappone sia tutto modernità....siete fuori strada. La modernità scintillante e vivacissima di Tokyo è come una vernice lucida: grattatela con un'unghia, e sotto troverete secoli di tradizioni ancora praticate. Come fa questa coppia che ha deciso di sposarsi seguendo riti e costumi dell' antica religione nazionale giapponese, lo Shintoismo. Il corteo nuziale con sacerdoti e invitati qui è diretto verso il Meiji Jingu, il Santuario Imperiale - nel cuore di Tokyo - dedicato agli spiriti (kami)  dell'Imperatore Mutsuhito e di sua moglie, l'Imperatrice Shōken.
Lo Shintoismo è una religione della natura che ne celebra la vita attraverso il culto dei kami che risiedono in un fiume, in un albero, in una montagna, in un animale o in un braccio di mare. In Giappone è ben viva la percezione della sacralità della natura, che è fonte di armonia e oggetto di meditazione, sia nei giardini giapponesi sia nei giardini zen. Ne riparleremo, qui su CorriereQuotidiano.it
 

4) HARAJUKU: DOVE TUTTO E' POP E KAWAII

Una ragazza vestita in stile kawaii nel quartiere di Harajuku, Tokyo. Copyright Marco Restelli
Una ragazza vestita in stile kawaii nel quartiere di Harajuku, Tokyo. Copyright Marco Restelli


Kawaii è una parola intraducibile in italiano: indica qualcosa che è "carino, tenero e piccolo". L'estetica del kawaii!  - tipica esclamazione delle ragazze tokyensi davanti a qualcosa che piace loro -  viene da lontano. Come tutto del resto in Giappone. La prima a dire che «In verità, tutte le cose piccole sono belle» fu una raffinata scrittrice e dama di corte vissuta fra il decimo e l'undicesimo secolo, Sei Shonagon, nel suo romanzo Note del guanciale. E mille anni dopo, i giapponesi la pensano ancora così. La cultura del kawaii si esprime oggi in una immensa varietà di oggettistica commerciale di stampo pop e anche in una serie di look -sopratutto femminili - il cui cuore creativo è nel quartiere tokyense di Harajuku. È qui che le ragazze di Tokyo si mettono in mostra come fossero su una passerella di moda, e inventano look che vengono poi copiati dagli "osservatori di tendenze" inviati qui dalle case di moda di tutto il mondo. Perché la creatività dello street-pop di Tokyo è inesauribile. Torneremo a parlare di Giappone (e non solo) su CorriereQuotidiano.it. Sayonara!