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Al Convitto una festa per comprendere la Cina e investire sugli studenti

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Convitto Vittorio Emanuele II – Roma

Capodanno cinese al Convitto

Musica, canti, lettura dei classici, danze, scenette comiche, al Convitto Nazionale “Vittorio Emanuele II” di Roma si è celebrato così il capodanno cinese con l’entrata nell’anno del Maiale 2019.

Alla decima edizione dell’evento, promosso in collaborazione con l’Istituto Confucio dell’Università La Sapienza di Roma, hanno presenziato il sottosegretario del ministero dello sviluppo economico, Michele Geraci, l’ambasciatore della Repubblica popolare cinese in Italia, S.e. Li Ruiyu ed altre Autorità diplomatiche ed accademiche.

Ad alternarsi sul palco gli alunni dei diversi anni del corso di studi, hanno recitato con cinese fluente, ancora una volta per dimostrare i fruttuosi risultati ottenuti dal loro studio al Convitto, che ha attivato il Liceo scientifico internazionale con opzione Lingua cinese nel 2009. Come ha sottolineato Geraci, l’importanza di guardare alla Cina sui 3 livelli “politico, economico e culturale” assicurando la loro conoscenza del Paese sarà “un investimento con ritorno positivo”.

L’ambasciatore Li ha evidenziato il promettente ruolo che assumerà tra i giovani italiani, “I rapporti bilaterali Italia-Cina vivono una fase migliore” in tutti campi. In particolare riguardo l’economia, “nel 2018, gli interscambi commerciali tra Cina e Italia sono arrivati a 54,2 miliardi di dollari, un nuovo record assoluto”.

Nel corso della cerimonia, sono stati consegnati agli studenti del Liceo Scientifico Internazionale con opzione lingua cinese i diplomi delle certificazioni HSK rilasciate da Hanban nel 2018. Il Prof. Francesco Alario, responsabile dell’Aula Confucio, è convinto che gli studenti del convitto possano candidarsi a essere ambasciatori di pace e soggetti della nuova Via della Seta

(ha collaborato Wang Jing)

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