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I mille volti di Satana, dagli inferi al mondo terreno. E’ molto più vicino di quanto si pensi…

La creatura più temuta di sempre, combattuta per secoli dalla tradizione cristiana e ricorrente in quasi tutte le culture del mondo. Come mai questo essere malefico ci perseguita nel corso della storia?

Demoni, ade, inferi, fuoco e fiamme. In ogni cultura del mondo è presente una precisa iconografia ricorrente, relativa alle creature del lato oscuro della forza, agli spiriti malvagi che si contendono, nell’eterno scontro con le forze del bene, il dominio del mondo terreno.

La storia del diavolo è per certi versi affascinante. Lucifero, un nome che etimologicamente deriva dal latino e si traduce con “lux”, che significa luce e “ferre” che vuol dire portare, rimandando ad un più ampio significato di “colui che porta la luce.” Luce intesa come verità, retta via, conoscenza suprema. Quando si pensa a Lucifero la mente viene travolta da immagini oscure, una creatura orripilante con denti aguzzi e uno sguardo infuocato e rabbioso. Eppure, secondo la tradizione Cristiana ed ebraica, il temuto Lucifero in principio era uno tra i più fedeli dell’altissimo, un cherubino, un angelo, per non dire il braccio destro del boss. Accadde un giorno che Lucifero, da sempre fedele al signore e suo alleato, cominciò a bramare potere, sempre più potere, divenendo assetato di conoscenza e di verità. Non si accontentò più di eseguire gli ordini del capo, perciò si ribellò, desideroso di superare il mistero della creazione.

Ma, si sa, la verità può essere accecante per chi non è pronto ad accoglierla. Fu così che il cherubino più vicino al Signore supremo venne scaraventato nelle profondità più recondite della terra, relegato per sempre in un regno di dolore e sofferenza, in cui la sola luce che si può scorgere è quella delle braci che ardono incessantemente.

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Lucifero fu punito per la sua arroganza e presunzione, per aver tentato di dominare il Signore Supremo, il padre creatore di ogni forma di vita e di dimensione esistente. A volte la storia è solo questione di punti di vista. Secondo la tradizione gnostica, Satana, che in greco significa “oppositore” “portatore di tentazione”, non fu quell’essere malvagio raccontato dalla chiesa. Al contrario, la sua figura viene accostata a quella del noto Prometeo, il semidio che volle aiutare in tempi antichi l’umanità a liberarsi dal dominio degli dei. Prometeo donò agli uomini il fuoco per illuminarli con la luce della conoscenza, un po’ come Lucifero, cercò di risalire alla fonte del mistero primordiale per accedere al sapere. Ma il signore è onnipotente e non desidera vedere minacciato il suo dominio.

 E il famoso numero della bestia, il temibile 666, cosa c’entra? Il primo riferimento al numero di Lucifero appare nel Nuovo Testamento, nell’Apocalisse di Giovanni, in cui è scritto: “Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della Bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della Bestia  e il suo numero è seicentosessantasei.”

Un numero, marchiato a fuoco su ciascun individuo, che ne determinava la facoltà di vendere o di scambiare merci. Questi versi pare che in qualche modo accostino lo scambio di merci alla natura demoniaca, malvagia, pericolosa. Ci avevano messo in guardia già allora! 

In ogni uomo, del resto, c’è un lato oscuro e un principio luminoso, un diavolo e un angelo, dal cui equilibrio risulta l’essenza della creatura, come nell’universo luce e ombra esistono in egual misura. La bestia, potrebbe anche essere concepita come il lato oscuro che dimora in ciascuno di noi, una controparte angosciata e rabbiosa che si nutre di dolore e sofferenza. Nel corso della storia del cristianesimo, gli esorcismi hanno sempre rappresentato quell’aspetto misterioso e temuto, necessario tuttavia a giustificare la presenza di un Dio contrapposto al diavolo, suo nemico. La documentazione relativa ai preti esorcisti e poveri individui posseduti dai demoni più feroci, è vasta e molteplice.

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San Ciriaco fu un noto martire impegnato nella lotta al demonio, vissuto nel IV secolo e di nobili origini romane, fu convocato dall’allora imperatore per praticare un esorcismo sulla figlia Artemia, da tempo tormentata. Il rituale di esorcizzazione riuscì, convincendo Artemia a convertirsi al cristianesimo. La fama di San Ciriaco crebbe a dismisura, tanto che fu contattato in vari paesi stranieri per liberare le persone dal male. Da allora viene rappresentato come un uomo che schiaccia sotto il proprio piede un demone. Oltre a San Ciriaco, molti personaggi illustri furono impegnati nella lotta contro le forze del male: San Francesco Borgia, Sant’Antonio il grande, San Pietro esorcista, tutte figure di grande rilevanza per la chiesa cattolica.

L’antica dicotomia bene-male, si potrebbe tradurre in una intrinseca necessità dell’uomo a riconoscere la propria natura e i propri limiti, a tessere una rete di regole, gabbie, delimitazioni, tanto opprimenti quanto necessarie a mantenere un certo equilibrio in questa dimensione terrena. C’è chi crede in Dio e chi no. Guardando il mondo d’oggi, il modo in cui scelleratamente distruggiamo e ci feriamo tra simili, sarebbe più opportuno forse credere davvero in Satana, in quel tentatore che è più simile alla nostra natura, dotato di una grande forza e della necessità di scoprire, esplorare, a costo di bruciare in eterno tra le fiamme degli inferi. Il demone è dentro di noi, ma certamente è più facile proiettarlo al di fuori, per non accorgersi che la vera battaglia andrebbe combattuta quotidianamente, contro di sé. Amen.

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