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La liturgia della línea di Álvaro Peña

                 

 

Evento culturale di grande rilievo e importanza, con l’inaugurazione sabato 13 luglio alle ore 20, dell’esposizione personale di Álvaro Peña, la liturgia della linea, curata dagli storici e critici d’arte Valeriano Venneri e Pedro Manzano.

Teatro dell’inaugurazione, il prestigioso e suggestivospazio espositivo situato nel Castello Fortezza di Santa Pola in provincia di Alicante, Spagna. L’artista spagnolo, uno dei più importanti a livello nazionale e internazionale, presenterà nuovi e stimolanti lavori che hanno come oggetto di riflessione la linea.

L’evento promosso dal Comune di Santa Pola  rappresentato dalla sua sindaca Loreto Serrano Pomares e dall’assessore alla cultura Jorge Díez Pomares e dal Museo del Mar di Santa Pola, rappresentato dalla sua direttrice María José Cerdà Bertomeu e dalla squadra del montaggio esposizione, vedrà anche la collaborazione di entità private che offriranno il vino d’onore. Scrive il critico d’arte Valeriano Venneri sull’esposizione la liturgia della linea e sull’opera di Álvaro Peña:  

 

“Prendete la vita con leggerezza. Che la leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni 

 

La leggerezza per me si associa con la precisione e determinazione, non con la vaghezza e l’abbandono al caso. La leggerezza di Calvino è amica dell’intelligenza, della competenza, della bellezza, dell’ansia di allontanarsi dalle opininioni precostituite.L’opera di Álvaro Peña risponde bene a questa leggerezza di Italo Calvino.

Álvaro ricerca come punto di partenza la linea, come principio e fine della sua opera. Un concetto importante perchè nell’artista murciano diventa contorno, colore, volume, materia. La linea leggera, accentuata, curva, sfumata in Álvaro Peña diventanoarmonia equilibrio, proprorzionalità. Nei lavori dell’artista Peña tutto è studiato nei minimi dettagli, il movimento, il colore, il disegno, il volume.

Tutto questo studio produce un risultato che provoca nel fruitore una sensazione di leggerezza,nel significato di Calvino, l’osservatore si toglie di dosso pesi, ansie, incertezze per entrare in un mondo di bellezza, fatta di mosaici colorati, figure allungate e ombre accennate e rimarcate.

È importante, e questo lo sa bene Álvaro, che ritorna ad uno strumento classico come la linea nell’arte, però egli ne capisce tutte le sue potenzialità e i suoi usi. 

Utilizza l’elemento o meglio il disegnolinea come un dolce lievitare di emozioni.

Nei suoi lavori ritroviamo una sensazione di tranquillità e di calma, anche se i vortici delle curve sembrano coinvolgere non solo i personaggi delle pitture ma anche gli osservatori.

La sua versatilità artistica gli permette di poter creare tele, sculture ed anche dei meravigliosi ventagli che diventano un prezioso elemento decorativo.

L’opera di Peña diventa una continua ricerca ed evoluzione della linea praticamente un’interpretazione dello sfumato leonardesco o dei contorni botticelliani, le sue opere sono o coloriste, con questi splendidi mosaici che lui abbina in forma tanto armonica e gradevole o in bianco e nero, creando quasi un nuovo genere la pittura in bianco e nero.

In Álvaro Peña il pennello si muove in una maniera naturale e musicale, oserei dire , quasi poetica, i suoi colori sembrano i versi  le sue linee somigliano alle  rime, e gli spazi bianchi sono le pause, in Peña anche i silenzi si possono percepire.

Il suo figuratismo è interessante perchè  nasconde un poco i volti, questo significa che il fruitore possa sentirsi profondamente identificato ed essere trasportaato da queste curve che sembrano avvolgere queste figure che il pittore molte volte non identifica, però è un coinvolgimento delicato, elegante, proporzionale.

Sono sicuro che Peña scrive una poesia artistica, le sue curve e le sue linee sono come dei pentagrammi poetici dove la sinfonia ogni volta è differente, considerando che è una pittura fatta di simboli si traduce molte volte in un’interpretazione libera e fantastica, però con evidenti contatti e relazioni strette con la realtà.

La chiave di lettura è ritornare al concetto di “leggerezza calviniano, avviciniamoci all’opera di Àlvaro Peña cercando di toglierci false idee precostituite o luoghi comuni millenari o pesi ideologici, avvcinandoci alle sue opere in maniera”leggera” potremmo capirne tutto il suo sforzo che si traduce in  bellezza, equilibrio e poesia.

 

 

 

Valeriano Venneri 

Storico e Critico d’arte

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