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La storia di San Rocco e della formidabile dedizione degli italiani

Il 16 agosto si festeggia uno dei santi più amati in Italia, San Rocco, che era morto a Voghera in questo giorno di agosto in un anno intorno al 1379. 

Praticamente ogni comune italiano ha una chiesa o una cappella a lui dedicati e sono oltre 263 i paesi che lo hanno come santo protettore perché è stato sicuramente uno dei santi più amati nel medioevo. Inizialmente era adorato come protettore dalla peste ma lentamente a lui si rivolgevano per la protezione contro ogni grandi catastrofi.

Rocco era un francese di Montpellier,una graziosa cittadina nel sud della Francia, nato da genitori anziani e agiati e venne educato ad una profonda religiosità soprattutto verso la vergine Maria.

Quando i suoi genitori morirono, Rocco regalò tutto ai poveri e decise di fare un pellegrinaggio a Roma attraversando l’Italia che in quegli anni era colpita da numerose epidemie di peste. Le storie del santo narrano che giunto ad Acquapendente, Rocco riusciva a guarire le persone dalla peste toccandole con la mano e facendo il segno della croce.

In breve tempo San Rocco riuscì a fermare l’epidemia di peste. Gli stessi episodi si verificarono in molte altre città fino a che giunse a Roma e qui curò un cardinale, forse il fratello di papa Urbano V.

Poi accadde che a Piacenza il corpo gracile di Rocco fu attaccato dalla peste e San Rocco si rifugiò in una grotta vicino il fiume Trebbia a Sarmato in Emilia Romagna. La storia della peste di San Rocco è quella riportata in ogni suo ritratto e statua: un piccolo cane aiutò il santo portandogli ogni giorno una fetta di pane sottratta alla mensa del suo padrone.

Il cane apparteneva al padrone del castello di Sarmato che si commosse alla storia del cane e di san Rocco e decise di seguire l’esempio del santo donando tutti i suoi beni e rifugiandosi a vivere nella grotta.

Dopo la sua guarigione, la peste tornò violenta in Italia e San Rocco contribuì a salvare la città di Piacenza prima di tornare in Francia ma il suo viaggio si interruppe a Voghera dove fu arrestato con l’accusa di spionaggio. Morì in carcere e a fianco del suo corpo venne ritrovata una tavoletta con scritto «Chiunque mi invocherà contro la peste sarà liberato da questo flagello».

Si dice che fu nominato santo durante il concilio di Costanza del 1414 quando la città era stata colpita da una pestilenza e i cardinali, per salvarsi, si affidarono proprio a San Rocco.

Ma forse la storia più avventurosa di San Rocco inizia dopo la sua morte quando la sua fama raggiunge ogni città d’Europa e inizia una competizione per avere qualche sua reliquia.

Per certo nel 1485 i suoi resti vennero trasportati da Voghera a Venezia, di cui è compatrono, a parte una parte delle ossa di un braccio. Forse i ricchi mercanti veneziani acquistarono il corpo nel 1483 per assicurarsi la protezione da ogni futura malattia!

Oltre un secolo dopo. Nel 1595, papa Clemente VIII volle una reliquia di un braccio e la chiesa di Montpellier, dove San Rocco era nato, chiese una tibia. Ma negli anni pezzettini sono stati inviati a Genova, Voghera, Penta, Locorotondo, Grisolia, San Cesario di Lecce, Alezio, Pignola, Satriano di Lucania, San Giovanni la Punta e Troina.

Praticamente ogni chiesa in Italia ha una statua o un ritratto del santo che lo ritrae in abiti da pellegrino, con una ferita alla gamba dovuta alla peste e con un cagnolino al suo fianco.

Una vera particolarità è il Museo Iconografico Europeo di San Rocco a Capriati a Volturno in provincia di Caserta dove sono raccolte immagini, dipinti e tanti arredi e paramenti legati al culto del santo.

Ma anche nelle grandi città si trovano chiese dedicate a San Rocco come a Parigi, Lisbona e New York.

In ogni caso il 16 agosto in quasi tutta Italia si fanno processioni, feste e fuochi d’artificio al grido “Evviva San Rocco!”

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