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La tecnologia recupera i pensieri più intimi di Anna Frank

Due pagine scritte e poi celate dietro della carta marrone. A rivelarle al mondo dopo due anni di duro lavoro è la Fondazione Anna Frank che, adoperando tecnologie estremamente avanzate, è riuscita a recuperare le righe nascoste

Nelle pagine 78 e 79 del diario di una giovane 13enne si celano barzellette “sporche”, definite così dalla stessa Anna, ma anche argomenti più delicati come la sessualità, la prostituzione e la contraccezione. Tutte sotto il nome di Materie Sessuali.

Nella prima parte si trovano battute spinte, le stesse di un qualsiasi adolescente ben attento a nasconderle da occhi indiscreti

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Nella seconda parte, invece, Anna si dedica a una riflessione sui cambiamenti sessuali, immaginando di fare questo discorso a un amico.

Così troviamo il racconto del suo primo ciclo mestruale, ma anche ragionamenti sulla prostituzione e l’omosessualità, con un riferimento anche allo zio Walter che, a suo dire, “non è normale”.

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Anna, però, si spinge più in là, mostrando la curiosità propria dei giovani della sua età e parla anche di piacere sessuale riferendosi ai “movimenti ritmici” alla base di un rapporto, arrivando a scrivere che l’uomo prova piacere e desiderio da questo tipo di convivenza, così come la donna, “ma l’uomo di più”.

Le pagine nascoste recuperate grazie alla tecnologia. Per portare alla luce i pensieri intimi e nascosti della giovane Anna, gli esperti dell’Istituto Huygens, dell’Istituto dell’Olocausto e la Fondazione Anna Frank hanno lavorato per due anni: grazie a una tecnologia avanzata hanno fotografato le pagine, poi le hanno retroilluminate tramite un flash e infine, attraverso un software sofisticato, hanno estrapolato le parole pertinenti isolandole dal resto delle parole presenti anche nel retro delle pagine in questione.

Si scopre così una Anna curiosa e intelligente che a soli 13 anni, malgrado viva già da due mesi la tragedia dell’antisemitismo – le nuove pagine sono datate 28 settembre 1942 – trova ancora la forza di sentirsi come un’adolescente normale.

Il diario di Anna Frank dedica ampio spazio alla vita comune vissuta con la sua e un’altra famiglia, alla quotidianità dello stare insieme in uno spazio ristretto e al timore di ciò che c’è fuori. Ma le recenti scoperte dimostrano come la ragazzina non abbia dimenticato la sua età, la sua voglia di conoscere  e crescere.

Come afferma lo stesso Ronald Leopold, direttore esecutivo della Fondazione, “Anna scrive della sessualità in modo disarmante”. Questo la rende una ragazzina “normale”, come tutte le altre, nonostante la devastazione dell’olocausto che la circondava e che incombeva su di lei.

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