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Palermo: terzo anniversario per il sito Unesco arabo-normanno

Festa per il sito Unesco arabo-normanno con l’obiettivo di ampliarlo. Si spera ora di “promuovere” il Castello a Mare, Palazzo di Maredolce, Chiesa della Magione. La splendida Cuba, speriamo non per molto, è compresa nell’area di una caserma

Festa per il sito Unesco arabo-normanno con l’obiettivo di ampliarlo. Il terzo anniversario cade in un momento particolare che segna “il crescente interesse e impegno perche’ altri monumenti del patrimonio arabo-normanno siano inclusi nel sito seriale, così come altri elementi e monumenti del nostro patrimonio culturale siano riconosciuti dall’Unesco”, ha detto il sindaco Leoluca Orlando, presidente del Comitato di Pilotaggio, nella cerimonia a Palazzo Reale. 
   Sull’importanza del lavoro e del coordinamento tra enti, ha fatto giungere il suo messaggio anche Gianni Puglisi, presidente della Fondazione Unesco Sicilia, che ha annunciato che si e’ avviato il percorso per proporre l’inserimento dell’isola di Mozia tra i siti protetti dall’Unesco. E infatti si discute dell’ampliamento del sito seriale, altri monumenti premono per entrare ufficialmente nel percorso che ogni giorno di piu’ guadagna in termini di attrattiva turistica. A Palazzo Reale, storici, esperti e le istituzioni a capo dei diversi enti che gestiscono i monumenti del sito seriale, si sono riuniti per tratteggiare la situazione reale del sito, la sua attualita’, e lo stato dei nuovi monumenti “candidati”.
   Tra i presenti, Antonio Almagro Gorbera, professore della Escuela de Estudios A’rabes. Csic – Laboratorio de Arquelogi’a y Arquitectura de la Ciudad (Laac): fu lui, tre anni fa, a porre la sua firma in calce alla candidatura di Palermo, certificando così la validità

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del percorso arabo normanno. A distanza di trentasei mesi, Gorbera ha tenuto una lectio proprio sull’ampliamento del sito in linea con il percorso di valorizzazione e conservazione a cui tutti gli enti stanno contribuendo. Dopo i saluti istituzionali del presidente dell’Ars, Gianfranco Micciche’, sono stati consegnati i diplomi rilasciati da Unesco ai rappresentanti dei siti.

Quando venne costruito il Dossier di candidatura per l’iscrizione nella World Heritage List Unesco del sito seriale “Palermo arabo-normanna e la Cattedrali di Cefalù e Monreale, in provincia di Palermo furono censiti 22 siti (escludendo i ruderi), di cui soltanto nove con requisiti di idoneità necessari per essere dichiarati “patrimonio dell’umanità”: Palazzo Reale e Cappella Palatina; San Giovanni degli Eremiti; Santa Maria dell’ammiraglio; San Cataldo; la Cattedrale; Palazzo della Zisa; Ponte dell’Ammiraglio; Cattedrale e chiostro di Cefalù; Cattedrale e chiostro di Monreale. Gli altri 13, pur possedendo caratteristiche arabo-normanne, non furono giudicati idonei, ognuno con motivazioni diverse legate all’integrità, autenticità, conservazione e fruizione. Sono stati divisi in due macrogruppi (A e B): i primi hanno bisogno di interventi di restauro sia sul sito che sull’ambiente circostante, ma possono aspirare ad entrare nella World Heritage List, sempre che si riesca a renderli disponibili e aperti al pubblico; i secondi hanno essenzialmente perso la loro autenticità, quindi sono da salvaguardare ma non possono essere inseriti nel sito seriale. Sono quindi cinque i monumenti che “bussano” alla porta dell’Unesco, e il Castello a Mare è proprio il primo della lista ed è quello che versa nelle condizioni migliori, anche perché ricade nell’area del Porto, interessata ad un importante intervento di recupero. Castello a Mare è seguito dal Palazzo di Maredolce, splendido esempio di architettura arabo normanna, ma in condizioni precarie, anche se anche in questo caso si sta provvedendo al suo recupero, compresa l’area circostante. E ancora, la chiesa di Santa Maria Maddalena, a pochi passi da Porta Nuova, ma sita all’interno della caserma del Comando Legione Carabinieri; stessa condizione per la Cuba, cuore dell’antico parco di caccia dei re normanni, il “Genoardo”: oggi la Cuba vive (ed è visitabile) all’interno di una caserma: infine, la splendida chiesa della Magione. Ma i monumenti in maniera diversa legati alla Palermo arabo normanna, non sono finiti qui: ne esistono altri che hanno caratteristiche e tracce arabo normanne, ma che nel corso dei secoli hanno subito una perdita di originalità: vanno comunque salvaguardati e tutelati, sono la Cuba Soprana (all’interno di Villa Napoli) e la Piccola Cuba; la cappella di S. Maria L’incoronata; San Giovanni dei Lebbrosi; la chiesa di Santo Spirito (chiesa dei Vespri); la quasi monacale chiesa di Santa Cristina La Vetere; il castello dell’Uscibene; il reticolo dei Qanat; i bagni di Cefalà Diana.

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