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Truffe amorose, il pericolo corre sul web: “Attenti agli innamoramenti lampo”

La psicoterapeuta Virginia Ciaravolo racconta nel libro ‘Truffe amorose, da relazione virtuale a morte reale’ la tragica fine di Daniele Visconti

‘Truffe amorose, da relazione virtuale a morte reale

ROMA – Basta una domanda, una frase striminzita per lanciare l’amo. Si passa poi, quasi in modo impercettibile, ad un pressing di confessioni, emoticon sentimentali, seduzioni, frasi romantiche e dichiarazioni solenni d’amore in un accerchiamento di chat, post, scritture virtuali martellanti che iniziano a costruire un mondo parallelo. Senza mai una videochiamata, senza mai un incontro. Il ‘catfishing’- così si chiama questa abilità predatoria virtuale – è servito. La preda viene circuita, accerchiata, avvinta in quello che si chiama “love bombing” e si arriva poi, scivolando in un isolamento e in una vera tortura mentale, al maltrattamento. Scenate di gelosia, sparizioni, derisioni. È la storia di Daniele Visconti che ha raccontato in un libro ‘Truffe amorose, da relazione virtuale a morte reale’ (Armando Editore 2023) che sta facendo il giro delle scuole d’Italia, scritto dalla psicoterapeuta Virginia Ciaravolo.

La storia di Daniele scardina tutti i canoni e persino le casistiche delle vittime prescelte per quelle che sono le truffe amorose del web, indirizzate solitamente a anziani e donne over 50. Non era un ragazzo isolato, era bello, aveva un fisico sportivo, lavorava come geometra e viveva sereno nella sua famiglia. Un figlio come altri. Siamo in piena pandemia e nel suo cammino incrocia Irene, una ragazza con cui ha iniziato a chattare: si scrivevano fino a 17 ore al giorno, 8mila chat. Daniele era molto preso, si innamora. Complice il lockdown, il ragazzo si dà totalmente a questa storia, ma dietro a Irene c’è un uomo che ha approfittato di lui, lo ha illuso, manipolato e umiliato. Daniele si toglierà la vita. A morire sarà anche il suo predatore, l’uomo che fingeva di essere Irene rubando foto dal web. E lo farà dopo esser stato scoperto dalle Iene.

“Per diretta esperienza in terapia e per le statistiche- spiega alla Dire Virginia Ciaravolo– ero rimasta ferma ai dati ufficiali secondo i quali nell’80% dei casi le truffe amorose (romantic scam) sono relative alle donne e agli anziani. Resta fuori la costellazione giovanile. Ma soprattutto dopo la pandemia ho iniziato a ricevere richieste di aiuto dagli adolescenti e scopro poi il caso di Daniele. Così decido di far emergere anche questa fetta di popolazione”, minoritaria ma che prima era quasi incolume dal fenomeno.

CHI SONO I TRUFFATORI

“Bisogna intanto distinguere- precisa la psicoterapeuta- tra le truffe sentimentali con dolo economico – si tratta spesso di organizzazioni straniere e sono abilissimi i nigeriani – che usano foto di soldati americani, uomini con figli ammalati per accapparare denaro, e quelle senza dolo economico”. In quelle senza dolo economico, come nella storia di Daniele, “c’è un manipolatore che per mera crudeltà mentale seduce, applica love bombing e poi isola la sua vittima e scompare. La persona che ha indotto al suicidio Daniele ai Carabinieri lo dice: ‘Mi annoiavo, non sapevo cosa fare, mi piacciono gli uomini e s’inventa così la nuova identità di Irene Martini’”. Era arrivato ad assediare Daniele con altre due identità false: il fratello di Irene e la moglie, e questi tre profili inventati per crudeltà “accerchiavano” il ragazzo.

L’ACCERCHIAMENTO

“Quella del love bombing è la stessa modalità che viene praticata sugli adepti delle sette”, precisa. “Eravamo in piena pandemia da Covid e c’era impossibilità di vedersi- ricorda Ciaravolo- e infatti molti ragazzi sono arrivati in terapia post Covid. Questi soggetti profilano la vittima, dai social alle app, quando il pesce abbocca passano su whatsapp con frasi del tipo ‘tu sei speciale, mi hai fatto innamorare’. Daniele e Irene avevano un progetto di vita, si erano scritti il nome dei loro bambini”. Daniele inizia ad avere sospetti quando terminato lo stretto lockdown preme per un incontro che non arriva mai. “Quando ha scoperto che le foto della sua Irene erano prese dal web, inizia a chiedere un incontro, ma era talmente imprigionato che iniziava a scrivere ‘non importa se non sei quella della foto, io ti amerò ugualmente e portiamo avanti il nostro progetto d’amore’“.

“Si arriva a una forma di persuasione e trasformazione dei costrutti mentali, si rende dipendente e distaccata una persona- spiega l’autrice- Questo disgraziato gli diceva chi vedere, scompariva e Daniele era soggiogato. Il suo predatore era un seriale e infatti, subito dopo la morte di Daniele, aveva già tentato con altri”. Nel raccontare questa storia Virginia Ciaravolo ha intervistato i compagni, insegnanti, genitori, fratelli: “Daniele era un ragazzo riservato, non consapevole della propria bellezza ma assolutamente non un soggetto patologico. Nell’ultima fase si deprime, ma si tratta di una depressione indotta dalla giostra di questo predatore”. È questo uno dei dati più inquietanti: tutti possono cadere in questa trappola. “La pandemia oltre ad averci lasciato una fragilità personale, ci ha lasciato diffidenza e non abbiamo ancora lasciato quel distanziamento: è questo a rendere credibile che si possa corteggiare senza mai un incontro”.

ATTENZIONE: IN UNA TRUFFA ROMANTICA POTREBBERO CADERCI TUTTI

“Conosco la storia di una donna del Nord che ha avuto una relazione virtuale per 10 anni con un medico di Napoli che le ha estorto quasi 300mila euro. Le mancava il coraggio di andare a verificare, è il rifugio che ti cautela dalla disillusione”. Sono spesso “le donne separate o vedove, che per pudore o difficoltà a tessere relazioni, a 50-60 anni, trovano un adulatore e cedono. Potremmo caderci tutte”.

“Ci sono delle raccomandazioni di cui tener conto per difendersi: “Attenzione all’italiano dei messaggi se sgrammaticato- spiega la psicoterapeuta- potrebbero esserci organizzazioni internazionali dietro, o alle foto molto allusive. Mai dare notizie troppo precise di sé, diffidare di chi si innamora in una o due settimane e dove c’è insistenza chiedere una telefonata dal vivo o videochiamata”.

“Daniele è caduto in uno stato di prostrazione, si era dato sentimentalmente, si era innamorato, aveva inviato immagini intime e poi alla fine veniva denigrato, accerchiato, la finta Irene scompariva e riappariva. Lo aveva depauperato di energia mentale e fisica”. Nei suoi messaggi recuperati dal cellulare ce ne era uno in cui diceva di volerla fare finita “retrodatato a 6 mesi prima da quel maledetto giorno, il 23 settembre 2021, che risaliva proprio a quel momento in cui si era passati dall’amore alla tortura psicologica. I genitori si erano accorti di un uso un po’ sconsiderato del telefonino ma in casa era sano, scherzava, faceva boxe e non aveva dato segni di depressione. Proprio loro hanno scoperto le chat e hanno portato ai carabinieri tutte le prove. Non era un ‘semplice’ suicidio d’amore”. Oggi c’è un disegno di legge sul fenomeno portato avanti dalla deputata Stefania Ascari, perché ad oggi la legge “riconosce solo- spiega Ciaravolo- la truffa con dolo economico e non quella della psiche con il danno esistenziale e psicologico che lascia” e che a Daniele ha tolto tutto senza mai nulla di vero, senza mai nemmeno un incontro.

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