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Una balena fatta di rifiuti. Quando l’arte si impegna per l’ambiente

Ricordate l’isola-discarica nel Pacifico? Una giovane artista ci è andata e ha riportato tonnellate di plastica. Con cui ha realizzato un cetaceo, esposto fino al 16/9 alla Triennale di Bruges. Che ha due ispirazioni: ecologia e solidarietà sociale

Liquid City, cioè la Città Liquida, è il tema della Triennale d’Arte 2018 che rimarrà aperta fino al 16 settembre Bruges  (Brugge in lingua fiamminga) in Belgio. Visto che questa incantevole cittadina delle Fiandre ha un centro storico ricco di canali navigabili, si potrebbe pensare che il tema della Triennale sia ispirato ai canali: vero, ma solo in parte. Molte opere d’arte esposte a Bruges sono di water art, cioè galleggiano sull’acqua che è parte stessa dell’opera, o comunque hanno a che fare con l’acqua. Il titolo Liquid City rimanda anche al concetto di “società liquida” con cui il sociologo Bauman definì il mondo in cui viviamo oggi. Ma c’è anche chi propone una interpretazione più originale del tema “Liquid City”…

È il caso di Lesley Chang, una giovane artista e architetta newyorkese di origine cinese, che con il suo Studio Kca ha presentato a Bruges quella che è ormai l’opera-simbolo della Triennale: Skyscraper (the Bruges Whale). Si tratta di una balena fatta di rifiuti di plastica, posizionata in un canale della città nell’atto di saltare fuori. Ma perché chiamarla “grattacielo”? Noi di CorriereQuotidiano l’abbiamo chiesto all’artista. 
«Per me la città liquida è l’oceano, e le balene sono i suoi grattacieli. Ma ogni anno tanti animali marini – in particolare balene – muoiono soffocati dalla plastica. Per portare questa tragedia sotto i riflettori noi siamo andati, con l’aiuto di varie associazione ecologiste, a raccogliere rifiuti di plastica sia sulle spiagge delle Hawaii sia nell’isola formata dai rifiuti nel Pacifico, cioè le discariche che uccidono la Città Liquida. E con la spazzatura di plastica che abbiamo raccolto abbiamo creato l’opera esposta qui».

Rifiuti di plastica assemblati durante la costruzione della balena a Bruges. Opera: Studio KCA.  Photo: © Marco Restelli

L’ecologia è uno dei grandi temi della Triennale d’arte. Un esempio è l’opera What’s Eating the Chinese Mitten Crab presentata da Rotor, collettivo di architetti e designer (già collaboratore della Fondazione Prada a Milano). A Bruges Rotor ha allestito uno spazio espositivo-scientifico con i risultati di una ricerca sulla massiccia presenza del Granchio Peloso Cinese (Eriocheir sinensis) nei corsi d’acqua europei; una presenza che altera gli equilibri naturali dei nostri fiumi ed è chiaramente dovuta al riscaldamento globale.
 

Un particolare del laboratorio-esposizione sul granchio cinese nei fiumi europei. Opera: Rotor.  Photo: © Marco Restelli

Altra opera con una chiara ispirazione ecologica è Infiniti dell’architetto Peter Van Driessche-Atelier 4. Infiniti  è una torre lignea galleggiante che presenta una serie di moduli abitativi sovrapposti verso l’alto (e potenzialmente…infiniti) che ricordano le “capsule abitative”  realizzate in Giappone negli anni Sessanta del secolo scorso. «I moduli abitativi della torre sono caratterizzati da un rigoroso minimalismo che tende a sottolineare la necessità di un ritorno all’essenziale, in senso anti-consumista», spiegano da Atelier 4. «E sono pensati in una struttura verticale – anziché in orizzontale – perché l’innalzamento delle acque mondiali dovuto al riscaldamento globale costringerà l’uomo del futuro a costruire in verticale per poter vivere sopra l’acqua».
 

"Infiniti", torre galleggiante per capsule abitative. Opera: Peter Van Driessche-Atelier 4. Photo: © Marco Restelli

La solidarietà sociale è un altro dei temi ispiratori della Triennale 2018 di Bruges. Un esempio è la scuola galleggiante – a forma di casetta triangolare con pareti aperte sull’esterno –  realizzata dallo Studio Nlé dell’architetto nigeriano Kunlé Adeyemi. L’opera presentata a Bruges (Mfs III – Minne Floating School) è il perfezionamento di un’altra scuola galleggiante presentata alla Biennale di Venezia e vincitrice del Leone d’Argento. È un edificio mobile pensato per adattarsi ai movimenti delle maree e capace di resistere a forti tempeste. 
Creata in origine per ospitare una classe di bambini che vivono su un lago nigeriano e raggiungono la scuola in barca a remi, la nuova versione della scuola galleggiante ospiterà a rotazione gruppi di studenti di Bruges per educarli sui temi della solidarietà sociale e della sostenibilità ambientale.
 

La scuola galleggiante (Minne Flating School) a Bruges. Opera: by Nlé - Kunlé Adeyemi. Photo: © Marco Restelli

Ma il fascino di questa Triennale 2018 non deriva solo dall’interesse delle opere bensì anche dalla loro collocazione  – i canali di Bruges – e dal loro contesto, il magnifico centro storico di questa cittadina delle Fiandre. Che in questo periodo, non a caso, è meta turistica per tutti gli amanti dell’arte e non solo.
Torneremo a parlare di Bruges, dal punto di vista turistico, qui su CorriereQuotidiano. A presto!

 

"Pavilion". Opera: by Selgascano. Photo: © Marco Restelli

 

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