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‘Veci’ e ‘Bocia’ nelle scuole per raccontare agli studenti la Grande Guerra

Gianfranco Ialongo, regista e alpino, di Aosta, ha fornito preziose immagini della Prima Guerra Mondiale, permettendo agli studenti di comprendere, in dettaglio, l’enorme tributo assicurato da ragazzi della loro età, morti per la Patria

AOSTA. Le ‘penne nere’  della sezione alpini Valle d’Aosta a diretto contatto con gli studenti delle medie e gli alunni delle elementari per illustrare una delle pagine di storia che hanno fatto l’Italia: la Grande Guerra, di cui sono ancora in corso i festeggiamenti del centenario.

  “Un’occasione propizia che ci ha suggerito di coinvolgere i ragazzi e proporre loro spunti di riflessione attraverso immagini eloquenti”. Carlo Gobbo, alpino e capogruppo dell’Aosta, è ritornato fra i ‘banchi’ di scuola, immedesimandosi nell’entusiasmo di chi, nell’infanzia e nell’adolescenza, possa essere attratto da racconti di un vissuto italiano remoto. Riporta, in alcuni flash salienti, gli argomenti trattati con i futuri uomini che, oggi, hanno l’età in cui, nei primi Anni del secolo scorso, i loro coetanei hanno abbandonato gioco, affetti, famiglia per andare a combattere al fronte.

  “Ricordare i ‘capitoli’ più importanti della Prima Guerra Mondiale – sottolinea l’alpino Gobbo – equivale ad instaurare  negli studenti il desiderio di capire al meglio i tragici risvolti di questo conflitto. Una guerra in cui i giovani valdostani hanno offerto un sacrificio immane”.  Riferisce il numero esatto: “1.557 ragazzi valdostani poco più che adolescenti hanno dato la loro vita nel nome dell’Italia. E’ un numero enorme se rapportato all’allora popolazione attestata sui 75 mila residenti. A ragione, riteniamo che la Valle A’osta abbia sofferto il maggior sacrificio in campo nazionale”.

  Le immagini hanno consentito ai ragazzi di vedere ciò che hanno studiato sui libri. La Grande Guerra, vinta in maniera gloriosa dagli alpini italiani, offre l’opportunità di un coinvolgimento totale se illustrata con video declinati, nei particolari, dai relatori. Le memoria di quegli anni tenebrosi, splendenti nella vittoria, ma drammatici nella cornice umana.

  “La nostra intenzione – riprende Carlo Gobbo – mira a sensibilizzare gli studenti, stimolandone la memoria che, purtroppo, in molti casi, è concentrata su altre realtà. Quella memoria che li aiuta a capire e a riflettere”.

  Già, la riflessione. Il grande Maestro, educatore cinese Confucio sentenziava: ‘Studiare senza riflettere è inutile. Riflettere senza studiare è pericoloso’.

  Principio indiscutibile, più che mai attuale se analizzato con attenzione. E la possibilità di riflettere è proposta, su un vassoio dorato, da questi ‘vis à vis’ tra le ‘penne nere’ e i giovani studenti. Considerazioni e valutazioni che Carlo Gobbo ha illustrato con dovizia di particolari, senza dimenticare le ‘colonne portanti’ di questa travagliata epoca della storia italiana. Un triennio in cui l’avvicendamento sconfitte-vittorie trova il suo culmine tragico a Caporetto, la disfatta, in assoluto, di un esercito risorto nel trionfo finale.

 E, in questo contesto a tinte fosche emerge la luce brillante delle donne, protagoniste d’eccezione nella Prima Guerra Mondiale. “La chiamata al fronte di mariti, fidanzati, figli, fratelli non le ammutolite, annientate. Anzi. – puntualizza il capogruppo dell’Aosta – Ha risvegliato il loro orgoglio, incentivandole a reagire ad un destino immutabile”.

  Le donne della Grande Guerra, autentiche paladine di un ‘benessere’ improvvisato. Un’economia famigliare devastata, ma rifiorita grazie all’ingegno femminile che, da sempre, conquista traguardi altisonanti. Sono state capaci di inventare il lavoro, un’occupazione di fortuna pur di sopravvivere ai loro cari lontani e riaccoglierli al ritorno

  Il progetto ‘Il milite non più ignoto’ ha impegnato gli studenti nella ricerca di una o più figure di Caduti nei Comuni di residenza. “In questo interessante compito si sono distinti, in particolare, i ragazzi della scuola.elementare di Saint Pierre e della scuola media di Morgex. Sono stati premiati dall’Associazione Nazionale Alpini, rispettivamente, con un assegno di 500 e 200 euro”, conclude Carlo Gobbo

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