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“Vivere ad ogni costo. Sorridere alla vita”. Il messaggio di Barbara Biasia

I proventi della vendita del libro verranno devoluti alla Lilt Valle d’Aosta per il progetto ‘Estetica social’e e all’associazione Viola per la dermopigmentazione. “Anche in presenza della malattia una donna deve poter mostrare la sua bellezza”

ARVIER – Scoprire una grave malattia senza sprofondare nell’abisso della disperazione. Al contrario. Considerarla un’intrusa da ‘cacciare’ dalla propria ‘casa’ con metodi decisi, ma non aggressivi. Potrebbe ‘offendersi’ e, quindi ‘vendicarsi’.

  L’ironia è d’obbligo in un contesto in cui ci si appresta a leggere ‘Due motori per la vita’. E, come sottotitolo,  ‘I miei primi anni di lotta contro il cancro’. Un’opera letteraria scritta da Barbara Biasia con un obiettivo prioritario: veicolare messaggi di vita “nonostante tutto”. Verrà presentata, venerdì 25, alle 20.45, nella sala polivalente di Arvier. Accompagneranno le fisarmoniche di Angela e Osvaldo con i loro allievi Fabien e Olivier.

 Quella vita che sorride ad una donna che, ogni giorno, indossa il ‘vestito’ più elegante, colorato, vivace, beneaugurante: l‘ottimismo’, il più efficace e potente dei contrasti alle disavventure .

  Ma il ‘fiore all’occhiello’ della nostra corregionale ha anche un altro nome altisonante: ‘motore’. Che, nel suo caso, diventa plurale per il titolo del libro. Motore senza benzina, ecologico ai massimi livelli. 

  “I miei adorati bastoncini – spiega Barbara Biasia -, con cui, ormai, raggiungo altitudini lusinghiere. Bastoncini in carbonio, leggeri, utilizzati nel Nordic Walking, scoperti grazie alla mia amica Anna”.

 Da una prima passeggiata lunga pochi metri, fatta dopo una pesante terapia, questa donna e mamma di Fabien Olivier, è riuscita ad arrivare “sempre più in alto, sempre più felice e con la voglia di volare”.  Laghi, Rifugi, vette superiori ai duemila metri sono alla portata di questa ‘messaggera’ di vita e di ‘bonheur’.

  “Le mie camminate con gli adorati bastoncini mi hanno regalato la gioia di liberarmi dell’incomodo fardello della calza e del guanto al braccio destro operato”. tiene a divulgare. E fa sapere come anche in ospedale i medici invitino le persone affette da patologie oncologiche a garantirsi la salute con lunghe passeggiate

  Coinvolge, commuove e incentiva la sua voglia di vivere, di guardare in faccia quell’intruso e di combatterlo con ogni mezzo a disposizione, terapeutico e non.

 Fra le 200 pagine di ‘Due motori per la vita’, alla pagina 124 si legge: “La mia è una vita piena. Non ho voglia di andarmene. Ho ancora tanto da fare. Mi batterò perchè ho ancora tanta voglia di vivere. Per la mia famiglia, per gli amici e per tutte le persone che sono nella mia condizione”.

  Magnifico messaggio. Un meraviglioso ‘link’ di una ‘catena’ che, venerdì, farà il ‘tutto esaurito’ nella sala.  Cosi come si è verificato l’8 marzo, Festa della donna, nella prima presentazione del libro in un salone di palazzo regionale colmo all’inverosimile.

  “Sono riuscita  a raggiungere Planaval in due ore e un quarto con i miei ‘motori’ silenziosi”, informa Barbara Biasia con un radioso sorriso. “Camminare mi rende libera fisicamente e, soprattutto, mentalmente”, il suo ‘au revoir’.

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