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Il nostro cervello è abitato da una colonia di batteri: la scoperta di un team di scienziati

Credevamo che il nostro organo pensante fosse una fortezza inespugnabile e irraggiungibile, protetta e ben armata. In realtà il cervello si è rivelato un luogo di residenza ottimale per alcuni tipi di batteri intestinali
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Wired

Il nostro cervello è abitato da una colonia di batteri. Evidentemente per certe forme di vita la nostra scatola cranica è uno degli habitat più invitanti, nonostante sia difficile immaginarlo. È la scioccante ipotesi avanzata da alcuni ricercatori americani: quella della presenza di una flora batterica anche nella nostra zona cerebrale. Sarà per questo che adottiamo comportamenti ottusi?

Il cervello è uno degli organi del corpo umano meglio protetti, sospeso nel liquido cerebrospinale e isolato dal flusso sanguigno dalla barriera emato-encefalica, la quale, in particolare, agisce efficacemente per proteggere la stessa massa cerebrale dai patogeni circolanti ed è la ragione per cui le infezioni cerebrali trasmesse per via ematica sono molto rare (anche se non impossibili). In poche parole, il cervello è una fortezza ma non così inespugnabile come pensavamo.

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Yahoo

Ecco perché, di tutti i punti del corpo umano, il cervello è l’ultima parte nella quale ci si aspetterebbe di trovare dei batteri, eppure questo è esattamente quello che riporta il nuovo studio preliminare degli scienziati dell’Università di Alabama di Birmingham, che hanno riportato all’incontro annuale della Society for Neuroscience un risultato provvisorio: la presenza di batteri intestinali nel cervello.

Il microbioma intestinale è da sempre oggetto di mille attenzioni, anzi “si ritiene che il microbiota intestinale possa influenzare la funzione e il comportamento del cervello, ma come ciò avvenga è ancora sconosciuto. È stato proposto che i batteri possano entrare nel cervello attraverso la barriera emato-encefalica e / o attraverso i nervi che innervano l'intestino”, si legge nell'abstract.

Il microbioma intestinale ha effettivamente dimostrato di svolgere un ruolo molto più importante di quanto ci si aspetti, ma quale potrebbe essere il suo ruolo nel cervello? Per trovare una risposta, la neuroanatomista della UAB, Rosalinda Roberts, ha analizzato alcuni campioni post-mortem del cervello, alla ricerca di prove relative alla schizofrenia. Circa cinque anni fa, Courtney Walker, allora laureanda nel laboratorio di Roberts, riportò alcuni insoliti oggetti a forma di bastoncelli in questi campioni.

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Pixabay

Abbiamo effettuato analisi seriali delle sezioni per l’identificazione e la quantificazione dei batteri. I ricercatori spiegano "in tutti i casi i cervelli ne contenevano in quantità variabile: i batteri erano a forma di bastoncello e contenevano una capsula, un nucleoide, ribosomi e vacuoli”.

Inoltre, dall’analisi è emerso che la densità dei batteri variava a seconda della regione del cervello (più abbondanti, per esempio, nell’ippocampo e nella corteccia prefrontale).

Ma da dove provengano questi batteri ancora non è chiaro. Certo è che anche su cervelli di campioni non deceduti altre analisi hanno rivelato la presenza di un “microbioma cerebrale”.

Sicuramente servirà ancora molto lavoro: come sottolineano gli stessi ricercatori, se c’è davvero un microbioma nel cervello, c’è ancora molto da studiare a riguardo.

Ci sono ancora molte domande a cui dover rispondere – dice Teodor Postolache psichiatra dell’Università del Maryland di Baltimora. Non sono molto sorpreso che altre cose possano vivere nel cervello, ma se fosse realmente così sarebbe un fatto davvero rivoluzionario”.